Comunicazione Sportiva – Quando il calcio si fa social

L’epoca nella quale viviamo è caratterizzata dal continuo ed esponenziale incremento del numero di “naviganti” del web. Quella attuale, che potremmo definire “generazione social”, è una generazione che fa del web, ed ancor più dei social network, il mezzo primario di interazione e di reperimento di notizie ed informazioni.
I social network permettono una diffusione dei contenuti “comoda”, ossia immediata ed efficace in tempi brevissimi. Sui social, infatti, le notizie corrono sui binari dell’alta velocità, riuscendo nel tempo di un click ad arrivare anche a distanza di migliaia di chilometri.

Calcio SocialUn processo di “webbizzazione” costante ed incessante, dunque, che sta caratterizzando ogni ambito della quotidianità e che sta cambiando il volto della comunicazione sia in senso generale  che in ambiti ben specifici.
Per rendere l’idea di quanto i social stiano stravolgendo il modo di interagire e di approcciarsi a determinati campi della vita quotidiana, prendiamo in considerazione un po’ di numeri; quelli che seguono, sono alcuni dati (tratti da http://www.jeffbullas.com) riguardanti il “social per eccellenza”, Facebook:

  • 1,3 miliardi: gli utenti che accedono a Facebook almeno una volta al mese
  • 830 milioni: il numero di persone che utilizza Facebook quotidianamente (il 63% degli utenti totali)
  • 654 milioni: il numero di utenti che utilizza Facebook da cellulare quotidianamente
  • 400 milioni: il numero di utenti che utilizza Facebook da cellulare ogni mese
  • 40: i minuti che l’utente medio di Facebook trascorre quotidianamente sulla piattaforma
  • 12 miliardi: i messaggi inviati ogni giorno tramite Facebook
  • 30 milioni: il numero di aziende che ha una Fan Page su Facebook
  • 1,5 milioni: il numero di aziende che investe in annunci su Facebook
  • 1 miliardo: le ricerche effettuate su Facebook quotidianamente
  • 1 miliardo: il numero di utenti che ha letto almeno un post relativo agli ultimi Mondiali di calcio.
  • 3 miliardi: le interazioni (post, commenti ed interazioni varie) generati da tutti gli utenti (circa 350 milioni) che si sono uniti a conversazioni riguardanti i Mondiali di calcio durante il corso manifestazione.

Questo elenco di dati offre molteplici spunti di interesse (come il grande utilizzo di dispositivi mobile, enorme flusso di utenti giornaliero ecc); tuttavia i temi sui quali vogliamo porre la lente d’ingrandimento, sono quelli espressi dagli ultimi due punti.
Come e quanto i social network hanno cambiato (e stanno cambiando) la comunicazione in ambito sportivo?
Proprio gli ultimi due punti, ci portano ad affermare che i social (in questo caso specifico, Facebook) sono una risorsa vitale per la diffusione dei contenuti e delle notizie, anche in ambito sportivo (più specificamente nel calcio).

Social-calcio, un binomio vincente. È  proprio in virtù di questo binomio che milioni di società di calcio di tutto il mondo hanno “aperto” proprie fan page ufficiali sui vari social, col fine di avere una diffusione dei contenuti più ampia, più diretta; in questo modo, comunicati stampa, dichiarazioni dei tesserati, smentite di false notizie, annunci di acquisti o cessioni di calciatori, vengono messe in rete ed acquisite con grandissima rapidità dal popolo del web.
Inoltre non è da trascurare il grande fattore “aggregante” per i membri di una medesima comunità virtuale (in questo caso i tifosi di una stessa squadra) che i social vantano.

In questo panorama tracciato, proviamo a curiosare tra i tre social network più comuni (Facebook, Twitter, e Instagram) andando a vedere se, come e quanto le società di calcio della nostra Serie A, sono attive sulle piattaforme social.

Per quanto riguarda Facebook, analizzando l’immagine sovrastante, balza all’occhio il dato riguardante il Milan; la società rossonera, infatti può vantare più di 24 milioni (1 milione in più degli abitanti dell’Australia, tanto per rendere l’idea) di seguaci per la propria pagina ufficiale.
Importante, seppur inferiore non di poco rispetto al precedente, è il dato che fa riferimento alla fan page della Juventus, la quale supera i 16 milioni di seguaci.
La graduatoria  nella sua totalità riflette, più o meno, il grado di notorietà delle varie società; società più piccole, infatti, hanno fan page meno grandi (ma comunque in costante crescita) e società di caratura internazionale (come Milan, Juventus, Roma, Inter, Napoli e Fiorentina) hanno una notorietà tale da riuscire a superare (in alcuni casi anche di molto) il milione di seguaci (con una crescita media settimanale di 2.000 fan).

Continuando, molto attive anche su Twitter le società della nostra Serie A, con un totale di tweet pubblicati che supera soglia 400mila (con una media di 20mila tweet a squadra). Andando nello specifico dei dati riportati,  possiamo constatare come la graduatoria riproponga fedelmente, e senza variazioni, l’andamento dei dati riguardanti Facebook; il Milan sempre in testa, la Juventus in scia, e tutto invariato anche per le altre posizioni.
Come spesso accade (quasi sempre) il numero di seguaci di una fan page Facebook di una determinata società, è sempre maggiore del numero di follower dell’account della stessa società su Twitter; ciò si spiega e viene giustificato dalla diversa impostazione dei due social (più massivo Facebook, mentre più selettivo e specifico Twitter). Tuttavia quella appena descritta non è una regola sempre valida, come si può riscontrare nei dati riguardanti l’Empoli (con una discrepanza in favore di Twitter, di 700 utenti).

Instagram, invece, presenta molte variazioni rispetto ai valori delle due precedenti graduatorie.
Innanzitutto, a dare nell’occhio è la presenza in vetta alla graduatoria di una squadra diversa rispetto al Milan, ossia la Juventus.
Altro dato interessante, riguarda la posizione di società “medio-piccole” come Cagliari, Sassuolo ed Atalanta che, se per quanto concerne Facebook e Twitter erano in fondo alla graduatoria, in questo caso fanno un grande balzo in avanti. Questo chiara differenza, può essere giustificata col fatto che Instagram è un social che fa “dell’intimità” dei contenuti uno dei suoi caratteri distintivi; questo, dunque, può in qualche modo favorire più una realtà piccola “dove tutti si conoscono” , piuttosto che piazze medio-grandi.

Analizzati i dati che fanno riferimento alle società di casa nostra, proviamo a valicare i confini nazionali, andando a curiosare nei profili social delle maggiori squadre europee (e non solo).

Calcio Social Resto del mondo

Come si  può constatare chiaramente, quello della “socializzazione del calcio” non è un tema prettamente italico, ma riguarda anche altre realtà europee, ed intercontinentali.

Osservando i vari dati, emerge chiaramente come le due squadre “più social” di tutto il globo, siano le due big spagnole, Real Madrid e Barcellona. Il loro numero di seguaci su Facebook (pari al numero degli abitanti dell’intera Germania), su Twitter e su Instagram, è nettamente superiore rispetto a tutte le altre big mondiali.
Tuttavia, interessanti sono i dati riguardanti (oltre le inglesi e le tedesche) le  due formazioni turche (ovvero Galastaray e Fenerbahce) e, per chiudere il quadro internazionale, le due big argentine (Boca e River), a dimostrazione di come il binomio social-calcio sia vincente in ogni angolo del mondo.

Il quadro appena analizzato, dunque, fa emergere il profondo carattere globalizzante dei social in ambito calcistico, i quali permettono di mettere in contatto realtà diverse e lontane, semplicemente grazie ad un click.
Tuttavia, andiamo ad osservare come il grande fattore di unificazione transnazionale,  non è da intendersi solo in senso generale, ma si riflette anche su singole realtà.

Barcellona

I dati presenti nell’immagine  sovrastante, fanno riferimento ad una singola realtà (il Barcellona), per quel che riguarda Twitter.
La squadra catalana, infatti, oltre ad un account ufficiale “centrale” ha altri 7 profili satelliti; quest’ultimi ripropongono sì i medesimi contenuti, ma in 7 lingue differenti. Grazie a questo tipo di strategia, ogni singolo utente (indipendentemente dalla nazione di appartenenza) può venire in contatto con i contenuti offerti dalla società, sentendoli propri e più vicini a sé, grazie al non poco rilevante fattore linguistico.
Per esemplificare questo punto si è preso in considerazione il Barcellona in quanto società più “attiva” in tal senso, ma tale fenomeno è presente anche in altre realtà:

  • Il Real Madrid ha (oltre quello centrale) un account interamente in lingua spagnola (4,95mln), uno in lingua araba (2,53mln) ed uno in lingua giapponese (129k)
  • Il Bayern Monaco ha due ulteriori account, uno lingua spagnola (114k) ed un in lingua inglese (286k)
  • Il Fenerbahce ed il Galatasaray hanno, oltre a quello in lingua turca, un account interamente in lingua inglese

Tale fenomeno non riguarda solo realtà straniere, ma anche alcune società di casa nostra; vale a dire:

  • Il Milan, ha un “account brasiliano” (52,7k) ed uno giapponese (45k)
  • La Juventus ne ha due (altre a quello ufficiale), uno in lingua inglese (210k) e l’altro in francese (63k)
  • L’Inter, ha anch’essa un account interamente in lingua inglese (29,3k), in più uno giapponese (8k) ed uno indonesiano (27,4k)

Ogni social ha una sua rilevanza nell’operato di ciascuna società, in base ai fini comunicativi che la stessa società si propone.
“Cerchiamo di differenziare i contenuti in base allo strumento che andiamo ad utilizzare; su Twitter proponiamo contenuti veloci e giornalistici, su Facebook sviluppiamo strategie di engagement, su Instagram pubblichiamo foto e video in contesti più intimi”; l’addetto alla comunicazione del Cesena Calcio, Leonardo Scirpoli, in questo breve stralcio  (tratto da una intervista pubblicata qualche tempo fa) ci spiega chiaramente le modalità di utilizzo ed i fini con i quali una società di calcio, sbarca sui vari social network.

Quello che emerge, quindi, è che ognuna delle tre piattaforme prese in esame, viene utilizzata dalle società calcistiche di tutto il globo, col fine di agevolare processi di diffusione di contenuti e di interazione, che solo qualche tempo fa sarebbero risultati impossibili.
Secondo queste modalità, il “ricevente” diventa protagonista; infatti, chiunque attraverso commenti, tweet e interazioni varie, può esprimere pareri, critiche e punti di vista in merito a determinati campi. Impensabile tutto ciò fino a qualche tempo fa, quando al massimo quello che un tifoso poteva fare, era infervorarsi per una qualche notizia letta sul quotidiano riguardo la propria squadra, al mattino nel bar di quartiere con il vicino di bancone davanti ad un caffè caldo.

Rocco Lucio Bergantino

Annunci

Un pensiero su “Comunicazione Sportiva – Quando il calcio si fa social

  1. Pingback: Calcio – QUANDO IL CALCIO SI FA SOCIAL | Autogol al Novantesimo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...