I laureati COMPASS si raccontano: l’intervista ad Alessia Angellotti

All’ interno della nostra laurea magistrale, il COMPASS, ognuno ha i suoi sogni da portare avanti, che siano grandi, piccoli, complicati o in qualche modo raggiungibili. Uno di questi, per molti di noi, è quello di riuscire a raggiungere una carriera affermata o in qualche modo definita nel mondo del Giornalismo, magari in un quotidiano o via web.

Una di noi è riuscita, direi anche in maniera molto soddisfacente, in questo intento. Oggi intervistiamo Alessia Angellotti, che ha condiviso con noi il percorso come studentessa COMPASS, e, dopo aver avuto varie esperienze inerenti a questo settore, è approdata a Radio Bruno come giornalista professionista, dove oggi è la corrispondente per la sede di Bologna.

Ma è lei stessa a raccontarci quello che ha vissuto e a darci i suoi utili consigli.

1-Che percorso formativo hai seguito prima e dopo il COMPASS per prepararti a questo mestiere?

Ho cominciato a lavorare mentre frequentavo ancora il mio percorso di laurea triennale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia (Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia) e ho continuato anche durante il COMPASS avviando così la lunga gavetta che mi ha portata poi a completare il percorso per il conseguimento del titolo di giornalista professionista, ottenuto sostenendo l’esame di stato. Non ho frequentato altri corsi o master.

 

2- A qualche anno di distanza dalla laurea, quanto credi siano stati utili e coerenti gli studi che hai compiuto rispetto al tuo lavoro? Hanno in qualche modo facilitato il raggiungimento di questa tua meta professionale?

Credo di poter affermare che per diventare giornalista non occorre un percorso di studi mirato, ma ritengo comunque che i miei studi siano stati abbastanza utili e coerenti col mio lavoro. Non credo però che abbiano facilitato il raggiungimento della  mia meta.

 

3- Dopo la laurea al COMPASS, è stato complicato entrare nel mercato del lavoro? Hai svolto altri lavori/collaborazioni prima di approdare a Radio Bruno? Quali sono gli ostacoli principali o le difficoltà – se ci sono- che si incontrano in questo mestiere e ti mettono quotidianamente alla prova?

La mia entrata nel mondo del lavoro risale a un periodo precedente al conseguimento della mia laurea COMPASS ed è cominciata ufficialmente con uno stage attivato in collaborazione con l’Università. Prima di approdare a Radio Bruno ho lavorato per una televisione locale, per Il Resto del Carlino e ho svolto diverse collaborazioni con uffici stampa di enti e associazioni.

Il principale ostacolo per chi vuole diventare giornalista oggi è certamente la precarietà che accompagna questo mestiere nella maggioranza dei casi e che non consente un percorso di contratti e assunzioni come accade per altri mestieri. Si sta diffondendo sempre più la figura del freelance che apre una partita IVA e lavora come libero professionista, con gli inevitabili disagi previdenziali e di guadagno che ne conseguono. Le difficoltà sono quindi quelle organizzative e quelle legate ai guadagni che per molto tempo rimangono scarsi e ottenuti spesso rimettendoci anche qualche spesa di tasca propria.

 

4- Col senno di poi, consiglieresti ad uno studente COMPASS di investire sul mestiere di giornalista?

Se è la sua vocazione, se non sogna altro che quello: sì

 

5-Oggi ti occupi di comunicazione e informazione via radio: ci sono delle competenze specifiche che bisogna avere per lavorare in radio?

Una buona dizione, capacità di sintesi, chiarezza nell’esposizione.

 

6- Osservando complessivamente la tua esperienza personale sino ad oggi, dove ti vedi in futuro? Ti piacerebbe sperimentare anche altri contesti di informazione quali quello televisivo, quello del web o perché no, tornare a concentrarti sulla carta stampata?

Mi piacerebbe molto lavorare in una televisione nazionale, magari come inviata o come corrispondente dall’estero.

 

7-Infine, se dovessi dare un consiglio ad uno studente COMPASS che ha appena terminato gli studi e che vorrebbe intraprendere il tuo stesso percorso, che consiglio gli daresti?

Di cominciare a fare esperienza già prima di conseguire la laurea, di armarsi di tanta pazienza ma di non accanirsi solo su un unico percorso. Il giornalismo è fatto di tante realtà che vanno al passo coi tempi e che richiedono una certa versatilità. Non escluderei di prendere in considerazione anche l’ipotesi scuola di giornalismo che, se fatta nel giusto contesto, può fornire contatti utili.

 

Credo che i consigli di Alessia, l’aver condiviso le esperienze che ha affrontato, siano molto utili per noi studenti COMPASS.

Ringrazio molto Alessia Angellotti per il tempo che mi ha dedicato, per averci raccontato ciò che ha vissuto,   per aver confermato un principio: non mollare mai se vuoi veramente raggiungere un certo obiettivo.  Porta avanti il tuo sogno, anche se risulta difficoltoso.

Giulia Baccigotti

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