Social street: dal virtuale al reale..

Social street, un fenomeno nato circa un anno e mezzo fa in via Fondazza, a Bologna, e oggi diffuso anche fuori dall’Italia. Da Nottingham a Barcellona, da Rijeka a Porto, Ginevra e tante altre città. Ma cos’è una social street? Come la si può definire? Un’associazione? Un circolo?

Mercoledì 18 febbraio UFOunibo ha organizzato un incontro proprio dedicato al fenomeno delle Social Street. Siamo andati a seguirlo per voi.
Tra gli ospiti, oltre ad alcuni dei fondatori di Social Street bolognesi, era presente il primo fondatore in assoluto, l’inventore del fenomeno social street, Federico Bastiani, il quale, ha ipnotizzato la sala con 15 righe in prosa, scritte da un fondazziano, con l’intenzione di esprimere il concetto di social street, sebbene si tratti di un concetto completamente inafferrabile, praticamente impalpabile ed effettivamente impercettibile.

Durante la serata è stato proiettato in anteprima un estratto del documentario Strada 1.0, ancora in corso di realizzazione, a cura di Angelo Cagnazzi e Cristobal Quesada Fernandez che hanno rispettivamente curato interviste e regia.

Molto interessanti gli interventi e le testimonianze di Leonardo Tedeschi della Social street Portazza, Laura Tagliaferri di via Triumvirato, Cinzia Martelli, via Saragozza, Alice Fanti, Social street via Torleone, Annalisa Perrone, via Timavo e Nicola Grandi, rappresentante di una Social street ferrarese. Ognuno con orgoglio ha raccontato la propria esperienza nella creazione della Social Street. Tutti quanti hanno ammesso di aver fatto tesoro della guida pubblicata da Federico Bastiani che potete trovare a questo link http://www.socialstreet.it/linee-guida/

Sono, inoltre, intervenute due laureate dell’Università di Bologna che hanno presentato delle tesi sulle Social street: Giulia Ganugi, con uno studio sul rapporto tra Social Street e Social Network e Andrea Elena Stanica, autrice del libro Strada sociale. Il fenomeno Social Street. Storia ed evoluzione nel contesto bolognese.

Alla fine dell’incontro è apparso chiaro a tutti che quello delle Social Street è un fenomeno che racchiude in sé un nuovo modo di vivere il territorio, una riscoperta degli spazi pubblici, ma soprattutto, una rivalutazione della socializzazione in certi ambiti. Questo fenomeno valorizza un’ interazione che non ha altro scopo al di fuori dello star bene tra vicini di casa, così da trasformare una piccola comunità in una grande famiglia sulla quale poter contare.

Dal virtuale al reale, infine, è un concetto molto interessante. Una social street nasce da una comunità virtuale, da un gruppo di persone che fisicamente non si conoscono. Il bello di questo fenomeno sta proprio nel trasformare un contatto virtuale in un rapporto reale.

Una social street non è un’associazione, quindi, non ha soci, non ha socie, non vi si può associare e non ci si può neppure dissociare.

Alla social street non si può aderire perché non ha aderenze, aderendoci ci si appoggerebbe al nulla, cascando per terra.

Una social street non ha personalità giuridica, quindi, non ha natura legale ma neppure illegale ed è, quindi, inattaccabile.

Una social street è un’aggregazione? Forse, ma si aggrega e si disgrega continuamente perché non è una congrega e quanto meno una congregazione.

Nella social street ci sono persone egregie, perché escono fuori dal gregge e per questo non ci sono regali.

Una social street ha dei fondatori, ma è fondamentale sapere che non c’è una fondazione, non prende fondi, specialmente in via Fondazza, dove ha le fondamenta.

E’ praticamente inaffondabile perché galleggia per quanto poco solida, molto leggera, spesso liquida, pecui evapora e diventa volatile, eterea, evanescente.

Una social street non è un circolo, ma piuttosto, una circolazione di idee di pensieri, di persone.

Tutto circola eppure la social street è una linea retta ed è infinita più che definita, infatti, definendola la si costringerebbe a dei confini da cui essa, essendo sconfinata subito fuggirebbe, sottraendosi a catalogazioni di ogni genere (…)

(…) Una social street è un grande contenitore che contiene il mondo.

Nella social street vive il principio della completa gratuità che pare sia l’unica cosa che paghi veramente.

La social street non ha una forma, non è conforme né conformista. E’ più difforme che uniforme, è sformata, ma a volte è in forma e informa. E’ camaleontica, in continua metamorfosi, si trasforma costantemente..

Adriana Angelieri

Annunci

Un pensiero su “Social street: dal virtuale al reale..

  1. Pingback: Pensare come in via Fondazza | Divieto di Sosta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...