Tre cose interessanti che voglio dirvi su Liegi

Nello scorso articolo ho raccontato la mia esperienza Erasmus dal punto di vista dell’organizzazione accademica, stavolta, vorrei parlarvi un po’ degli aneddoti che mi sono capitati durante il soggiorno a Liegi. Insomma del mio viaggio come esperienza di vita.

Liegi: il centro storico tipicamente belga e la periferia industrializzata

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Caratterizzata da una lunga e intensa storia, capitale di un antico principato, Liegi ha conservato numerose e rilevanti testimonianze. Famose sono le sue antiche chiese di notevole interesse architettonico ed artistico, tra queste, la Cattedrale di San Paolo, mirabile edificio gotico iniziato nel 1232 in stile Gotico primitivo e terminato nel 1430 in stile Gotico fiammeggiante.

Così come in molte città italiane il centro storico di Liegi, oltre alla Cattedrale, ospita nel suo cuore pulsante tante piccole e interessanti botteghe con prodotti artigianali. A pochi passi dalla piazza principale c’è le Carré, una zona piena di club e locali frequentati dai giovani. Questo piccolo quartiere di forma quadrata (Carré) è la ragione per cui Liegi viene definita anche ‘cité ardente’. 

xiuru 1In periferia la banlieue di Liegi, Seraing, rappresenta la prima zona industrializzata in seguito alla rivoluzione industriale in Inghilterra. Ubicata su di una miniera da carbone e nelle vicinanze del porto fluviale di Liegi, Seraing resta il cuore dell’industria siderurgica fino agli anni 70, un’epoca in cui sono state registrate una serie di chiusure e delocalizzazioni delle fabbriche del settore. Proprio qui a Seraing, si trova il campus dell’Haute École de la Province de Liège dove ho frequentato i corsi e dove, ogni giorno, ho avuto l’opportunità di osservare le sedi delle industrie ormai abbandonate. Questo contrasto suscita in me sensazioni particolari, immaginate di percorrere un tragitto in autobus dove da un paesaggio urbano morbido e tipicamente ‘europeo’ si arriva ad un mondo meccanizzato ed obsoleto.

Non mancano comunque in città capolavori dell’architettura moderna: la stazione ferroviaria GuilleminsUna gare TGV internazionale, crocevia d’Europa, progettata dal noto architetto spagnolo Santiago Calatrava.

A differenza di Bologna con il suo stile urbano architettonico abbastanza omogeneo, Liegi presenta delle caratteristiche urbanistiche estremamente eterogenee: le sua radici tradizionali, la dimensione industriale e altri aspetti assai moderni.

La mancanza di chaleur per la strada

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Condivido questa mia esperienza personale continuando a mantenere l’Italia come punto di riferimento e paese di confronto. Da studente che ha vissuto in Italia per più di un anno, mi sento abituato ad un ambiente pieno di calore, tipico di molte città italiane, dove, sia nei giorni festivi che in quelli feriali, più o meno c’è sempre gente. Non è raro incontrare gente per strada alle 3 del mattino, quando torno a casa dopo aver trascorso una serata fuori con i miei amici. Al contrario, qui a Liegi, il numero dei passanti diminuisce in un modo drastico la sera dopo le 18. In effetti, a parte nel carré sopra menzionato e in qualche altra stradina al centro, la sera non si sente più chaleur per strada.

Simile alla provincia di Bologna, Liegi contiene più o meno un milione d’abitanti con un’area di 3884 km² (Bologna 3702 km²). Nonostante le loro analoghe dimensioni territoriali e demografiche, si può osservare un’enorme differenza nella presenza di passanti per le strade della città nelle ore serali. I miei amici qui mi hanno raccontato che la gente del luogo ha un’idea molto radicata di separazione tra la vita pubblica e la vita privata. Non c’è l’abitudine di stare insieme tutti i giorni o di condividere propri fatti privati. Personalmente ritengo che tutto ciò dipenda molto dallo stesso clima del Belgio. Le temperature rigide e la forte umidità, infatti, scoraggiano lo stare fuori cosa che invece, siamo soliti fare, per esempio, a Bologna.

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Una grande presenza di immigrati italiani

Prima di partire, la mia professoressa di riferimento mi aveva anticipato questo aspetto: la presenza considerevole di immigrati italiani a Liegi. In effetti, sono rimasto colpito dal numero di italiani che vivono qua. La storia dell’immigrazione in massa degli italiani a Liegi è cominciata poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. All’epoca, un accordo tra il governo italiano e quello belga stabiliva l’ingresso dei lavoratori italiani in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone e dare una mano alla ripresa dell’economia belga che nel frattempo andava anche a ridurre l’alto tasso di disoccupazione in Italia. Proprio per questo, decine di migliaia di italiani vennero a Liegi, ed io adesso mi ritrovo con tanti compagni che sono immigrati di terza generazione frutto dei flussi migratori degli anni 1940-50. Molti miei colleghi sono legatissimi all’Italia: alcuni di loro sono bilingue e il legame fra loro e l’Italia resta ancora stretto. Tornano in Italia ogni anno, seguono i programmi sportivi italiani e rispettano le tradizioni della cucina italiana in casa. Al contrario, altri, di italiano hanno mantenuto solo il cognome e si sono pienamente integrati nella cultura belga. La presenza di italiani è significativa anche fra gli studenti Erasmus. Io stesso, pur essendo cinese, sono qui come studente italiano ed è stato veramente bello incontrare ragazzi italiani con i quali, per un attimo, parlare la lingua italiana e sottrarsi alla lingua francese. Nonostante Liegi non sia una città grandissima, ospita un Consolato italiano. Uno dei più importanti viali di Liegi è intitolato a Roma. Ovunque ti giri a Liegi c’è qualcosa di italiano che ha lasciato un segno.

Xiuro Liu 

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