Sociologia delle password

In quest’ultimo mese sono molti i periodici che hanno scritto pagine di articoli sulle password. Ovviamente non sono riuscita a sottrarmi da tale informazione e vorrei discuterne con voi, accennando alcuni piccoli consigli così come suggeriti da alcune testate e condividendo alcune informazioni a riguardo che potrebbero essere utili per il futuro dei vostri account.

Partiamo dall’inizio. Cos’è una password?
E’ una parola chiave per accedere ad una risorsa informatica ed effettuare il riconoscimento dell’utente. Essa è accompagnata da uno Username, ed è una delle forme più comuni di identificazione dell’utente.
Sul web serve, per esempio, ad accedere all’indirizzo di posta elettronica, al proprio conto corrente bancario, ai social network o ancora per effettuare acquisti on-line e quant’altro.
Tutti ne hanno almeno una o come me, ne hanno cosi tante che ne dimenticano alcune.

Molti periodici e quotidiani hanno individuato il lato sociologico delle password, scoprendo quali sono le più utilizzate, e cosa si cela dietro una semplice parola utilizzata.
Secondo il New York Times per essere felici bisogna cambiare periodicamente la password.

Perché quest’affermazione? Dopo un accurato sondaggio, ne è venuto fuori che molta gente utilizza la password per ricordare qualcosa o per raggiungere un obiettivo. Una volta che l’obiettivo è stato raggiunto, la password viene cambiata per raggiungerne un altro.

Alcuni esempi sono stati: “Quit@Smoking4ever” (Smetti di fumare per sempre) o “Facetime2Mom@sunday” (Vai a trovare la mamma la domenica).

Secondo Andy Miah, un professore di scienza della comunicazione e media digitali, la “password ritualizza l’incontro quotidiano con ricordi intimi che spesso non possono essere evocati in nessun altro modo. Abbandonando quel rituale perdiamo un momento di intimità con noi stessi”.

A suo avviso, Internet diventa una sorta di confessionale, in cui gli utenti nel momento in cui si ritrovano a scegliere una parola segreta da ricordare per accedere ai propri servizi, pensano al proprio passato, a una persona importante, a un luogo visitato, al proprio amato, e cosi via.

Quali sono le password più utilizzate? Secondo un’indagine pubblicata dalla rivista Internazionale, le password più utilizzate sono “amare”, “sexy”, e “rosa”.
Per gli utenti con poca memoria, o poco ingegno, le più usate sono “errata” e “password”.

La password “123456” è quella di gran lunga più utilizzata. Si stimano circa due milioni di utenti che utilizzano quest’ultima per identificarsi in rete, ed essendo molto semplice è anche una delle più hackerate.

Allora, come si può essere tranquilli sul web? Come si deve scegliere una password?

L’ Huffington Post dà alcuni consigli per scegliere la password perfetta; li condivido con voi aspettando di sapere cosa ne pensate:

  1. Evitare parole e combinazioni ovvie.
  2. Un buon modo per creare una password sicura e facile da ricordare è convertire una frase in un codice. Per esempio, la frase “il mio compagno di banco è nato a San Giovanni Rotondo” diventa ImcdbenaSGR.
  3. Usare sia lettere, sia numeri, non in modo scontato.
  4. Usare almeno otto caratteri. Le combinazioni possibili per le password con otto caratteri sono 645 mila miliardi.
  5. Cambiare la password periodicamente, inventandone sempre una nuova.
  6. Non usare la stessa password per account diversi.
  7. In caso di password simili per account diversi, aggiungere almeno un elemento distintivo.
  8. Disabilitare l’opzione del login automatico negli account.
  9. Scegliere domande di sicurezza che non contengono informazioni risapute su di noi.
  10. Usare software di gestione delle password come LastPass, che generano e memorizzano password per tutti gli account.

Già da tempo, si tende a sostituire le password con tecniche più avanzate di riconoscimento per avere più sicurezza sul web 2.0, ad esempio, verificando l’identità tramite onde sonore della propria voce, le impronte digitali, il riconoscimento degli occhi e cosi via.

Bill Gates, dieci anni fa, disse che in futuro faremo “sempre meno affidamento” sulle password, perché non sono in grado di proteggere certe informazioni delicate.

A questo proposito il colosso dei motori di ricerca, Google, sta lavorando per il lancio di un dispositivo simile ad una chiavetta Usb, che consentirà il riconoscimento dell’utente. Il sistema è chiamato Universal 2nd Factor (U2F) e funzionerà attraverso un protocollo criptato con una chiave fisica YubiKey Neo inserita nel pc.

Per il momento non è ancora in commercio, ma gli impiegati Google dicono di essere molto soddisfatti della nuova invenzione.
Dunque, la vita delle password non è ancora molto lunga, presto si assisterà a una rivoluzione che cambierà le abitudini degli utenti.

Antonietta Nardella

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