City Branding: “Uno, nessuno, centomila…loghi di Bologna”

Il Professor Roberto Grandi, docente al Compass, è intervenuto all’evento di TedxBologna del 25 ottobre, tenutosi al Teatro Duse, presentando il nuovo progetto di city branding della città di Bologna, spiegandone la creazione e lo sviluppo. “Ogni prodotto, ogni servizio, deve fare di tutto per farsi riconoscere, per definire la propria identità.”
L’obiettivo è trovare un segno grafico che permetta alla città di Bologna di uscire dalla situazione in cui si è trovato il protagonista di “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello.

Oggi tra le città e tra le nazioni c’è molta competitività per l’aumento della mobilità internazionale e ognuna di loro cerca di definire e affermare la propria identità creando dei segni grafici, dei loghi.
Non sempre ci si riesce e spesso vengono creati loghi molto simili tra loro, che nonostante abbiano poco in comune, rischiano di confondersi e di sovrapporsi. Grandi mostra l’esempio di paesi come il Vietnam, l’Oman, la Turchia e l’Uzbekistan.

Il risultato di ricerche sulla percezione dell’identità di Bologna fatte nell’ottobre 2012, rivela come questa città sia autentica e libera. Ma ciò non basta, poiché per comunicare c’è bisogno di un logo, che secondo il Professore “è come un biglietto da visita”. Per essere creativo, però, deve avere determinate caratteristiche: essere distintivo, unico, “out of the box” e superare il “test della tshirt”. Un esempio eclatante e anche irripetibile è il logo di New York, creato da Milton Glaser: “I love NY”. Per questo Bologna ha pensato di creare un logo capace di racchiudere la sua unicità e al tempo stesso la pluralità dei suoi tratti caratteristici, che Grandi definisce tangibili e intangibili, oggettivi e soggettivi.

Inizialmente ci si poneva il problema di tradurre tutte le caratteristiche di Bologna in un segno visivo, ed è qui che entra in gioco un concorso internazionale. Le candidature sono state circa 500 ma alla fine hanno vinto Matteo Bartoli e Michele Pastori, proponendo una soluzione inusuale, diversa dai soliti loghi rigidi con le due torri, il tortellino o i portici. Il loro progetto presenta un vero e proprio alfabeto, creato da cinque elementi storici della città: la pianta scenografica del territorio urbano di Bologna (1625), il Gonfalone della città di Porta s. Felice, il mosaico del cortile di Pilato della Basilica di Santo Stefano, l’antico stemma del Comune e le decorazioni della Rocchetta Mattei di Grizzana in provincia di Bologna.

 

Elementi storici Bologna

 

Le lettere non danno luogo ad una parola, bensì ad un segno grafico creatosi grazie alla sovrapposizione delle varie forme di ogni singola lettera dell’alfabeto. In questo modo è possibile definire qualsiasi carattere della città, semplicemente ponendo sotto la scritta “è Bologna”. Questa soluzione permette anche di costruire un sistema di integrazione comunicativo da parte di tutte le strutture pubbliche, private, le organizzazioni ed i singoli.

 

Esempi Loghi Bologna

 

Non è un caso che Grandi abbia intitolato il suo intervento “Uno, nessuno, centomila…loghi di Bologna”, riprendendo il titolo del romanzo di Pirandello. Il Professore spiega, infatti, che il protagonista sente la stessa cosa che sentono tutte le città: la rappresentazione che si ha di se stessi non è quella che hanno tutti gli altri. Ci si domanda allora come le città cerchino di non essere contemporaneamente uno e centomila, e quindi nessuno, come faceva Gengè. La risposta di Roberto Grandi è che il nuovo logo visionario di Bologna è un tentativo  “di poter essere contemporaneamente uno, centomila, ma possibilmente non nessuna città”.

 

Video su YouTube dell’intervento di Roberto Grandi.
E ora?! Scoprite anche voi il vostro logo sul sito inserendo il vostro nome o un concetto! Questo ad esempio è il logo del Compass:

Logo Compass

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