Città Metropolitane, ultimi confronti prima dell’avvio

A meno di un mese dal termine previsto dalla legge per l’istituzione delle Città metropolitane, Bologna ha ospitato, lunedì 1 dicembre, il seminario dal titolo “Statuti metropolitani al traguardo: seminario di studio e di confronto sul percorso di elaborazione degli statuti delle città metropolitane”.
Otto future città metropolitane – Napoli, Milano, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Roma, a cui si aggiungerà successivamente Venezia a causa dell’attuale commissariamento – sono in questi giorni alle prese con l’elaborazione del primo statuto per cui l’incontro è stato occasione di confronto per gli addetti ai lavori sui rispettivi percorsi: elaborazioni, difficoltà, soluzioni normative e organizzative prospettate.Relatori Incontro Città Metropolitane

Prima di entrare nei dettagli dell’incontro è opportuno chiarire che cosa sia una Città metropolitana. Si tratta di un’ampia area urbanizzata e densamente popolata, costituita da un centro, le otto città principali, al quale sono strettamente legati i Comuni limitrofi per affinità economiche, sociali, di servizio, nonché culturali e territoriali. Prendendo ispirazione dal caso inglese di Londra e quello tedesco di Berlino in Italia se ne parla dal 1990, quando la legge n. 142 introdusse per la prima volta due livelli per l’amministrazione locale: la città metropolitana e i comuni. Bisogna aspettare il 2001 per avere la legittimazione costituzionale di questi enti, che sono oggi alla vigilia della propria messa in opera.

“L’innovazione delle Città metropolitane sono una sfida per le amministrazioni ma è ad esse che è affidato un pezzo di rinascita del Paese”, così Giuliano Barigazzi, capo Gabinetto del Sindaco di Bologna, apre la giornata di formazione la quale, durante la mattinata, si è concentrata sull’analisi della proposta di Statuto della Città metropolitana di Bologna. La presentazione è stata affidata al Luciano Vandelli membro del Comitato Scientifico dell’Accademia per l’Autonomia, il quale ha illustrato i tratti salienti del percorso statutario della Città metropolitana di Bologna: dal tema della semplificazione amministrativa a quello della partecipazione cittadina, dal tema dell’ambiente allo sviluppo economico e sociale.

L’intervento del professore ha aperto la strada ai rappresentati delle altre future Città metropolitane che subito dopo hanno illustrato i processi avviati nei propri contesti territoriali. Ogni esperienza è ovviamente unica sia sotto l’aspetto delle tempistiche che sotto quello contenutistico perché i vari statuti devono tenere conto delle peculiarità di ogni territorio.

Il confronto si è orientato su tre punti principali: il bisogno di un disegno territoriale preciso per le cosiddette zone omogenee; la necessità di stabilire, integrare e attribuire le funzioni amministrative ai rispettivi organi di competenza, tenendo conto delle vecchie province; e in ultimo, il problema delle risorse finanziarie, purtroppo scarse, che si ripercuote sul rapporto delle città metropolitane con le Regioni, dispensatrici delle risorse. Soluzioni a tutti questi punti andranno adottate secondo le specificità di ogni città metropolitana.

Le conclusioni dell’incontro sono spettate a Veronica Nicotra, segretaria generale dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, che ha espresso un parere positivo nei confronti delle soluzioni proposte dalle varie città, considerati anche i tempi di lavoro ristretti. È stata ricordata inoltre la necessità di guardare agli statuti come ad un work in progress aperto a miglioramenti, nonché il bisogno di tener conto delle prospettive politiche da cui si arriva: le città metropolitane, infatti, sono una novità assoluta nel panorama italiano.

I presenti si sono poi salutati con la proposta di un ulteriore seminario su zone omogenee, ambiti territoriali e associazionismo intercomunale, nonché con la speranza dell’attuazione pronta e sicura di tutti gli statuti metropolitani.

Laura Ciardelli, Giulia Panzacchi, Anna Zavagnin

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