Webmasters Tools

Il nostro momento. Dopo le polemiche degli anni passati, le uscite fuori luogo di Bruno Vespa e Mariastella Gelmini, finalmente noi. Il web ha mutato la nostra vita, i social sono parte della nostra quotidianità e la reputazione online è un fattore che non può essere trascurato da chi vuol essere presente in questo mercato. Nel marasma dei continui attacchi, alcuni di questi citati in precedenza, ci siamo noi, i laureati in Scienze della Comunicazione.

Il mercato di oggi ha compreso la rilevanza del web e apre le porte a chi possiede questo titolo. Non è un punto di arrivo poiché il percorso di studi dovrà essere aggiornato per dare spazio alle nuove strategie di advertising e attuare il corretto mix tra approcci teorici e pratici. Tuttavia lo scenario è favorevole e Scienze della Comunicazione potrà formare i nuovi esperti del digital marketing.

Dopo questa premessa, vorrei focalizzare l’attenzione su Webmasters Tools.
Il numero di blog e siti web cresce in modo costante al passo con l’evoluzione della personal-brand reputation. Webmasters Tools è uno strumento di Google che permette di monitorare lo stato del nostro sito.

Entriamo nel dettaglio per conoscere quali fattori può gestire un webmaster da questo portale.
L’utente potrà visualizzare i miglioramenti Html da apportare al proprio sito con la possibilità di conoscere meta description duplicate, lunghe e brevi, tag title mancanti, duplicati, lunghi, brevi e non informativi.
Nella sezione “Aspetto nella ricerca” sarà possibile implementare i dati strutturati e declassare le pagine posizionate da Google che tuttavia non sono di nostro gradimento.
Nello spazio “Scansione” il webmaster può monitorare gli errori e le statistiche di scansione, inviare la Sitemap a Google e visionare come Google legge e presenta nel motore di ricerca le pagine o gli articoli del nostro sito.

Infine la sezione “Traffico di ricerca”, la più rilevante per chi opera come SEO e vuole analizzare . In questo spazio sarà possibile conoscere il posizionamento di tutte le keywords visibili in SERP, il numero di impressioni (ovvero il flusso di ricerca per quella keywords), i clic, il CTR (rapporto percentuale tra impressioni e clic) e infine la posizione media della parola stessa.
Sempre in “Traffico di ricerca” avremo la possibilità di controllare i link interni e quelli esterni che rimandano al nostro sito. Fondamentale per rintracciare azioni di negative SEO con link spam diretti al nostro portale.

Arturo Ferraro Pelle – Web Marketing Specialist presso l’Agenzia-SEO-Milano Pyco

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