Il web 2.0 tra comunicazione e scienze statistiche

Giovedì pomeriggio, a Bologna, presso la Scuola di Scienze Politiche,  ho avuto modo di partecipare al seminario “I progetti europei di ricerca e sviluppo finanziati dalla Commissione Europea. Alcune recenti esperienze italiane sulla frontiera della conoscenza in campo statistico economico”. Nel mio post il report dell’incontro.

Il seminario è stato condotto da Donatella Fazio, dirigente all’Istat, che ha presentato alla platea il principale strumento di finanziamento della ricerca europea Horizon 2020 nel quadro della strategia di sviluppo Europe 2020, e il quadro delle linee direttrici della ricerca applicata in campo statistico-economico con riferimento alla ricerca delle nuove misure oltre il PIL e alle nuove tecnologie Web 2.0.

europaDal punto di vista della ricerca è stato ideato il progetto Horizon 2020 finanziato con 80 milioni di euro dall’Unione Europea, attivo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020,  e supporterà l’UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee.

Nella prospettiva di questi  progetti europei si lascia ampio spazio anche alla comunicazione.
Sono cinque gli obiettivi principali da raggiungere entro il 2020 e riguardano: occupazione, ricerca e sviluppo, clima/energia, istruzione, inclusione sociale e riduzione della povertà.

Se non nuovi, di certo si tratta di obiettivi indispensabili per il benessere sociale e per il progresso, e Horizon 2020 sembra guardare oltremodo all’innovazione, all’economia digitale, ai giovani, alla politica industriale e all’efficienza delle risorse.

Negli ultimi dieci anni, spiega Donatella Fazio, le discussioni sulla misurazione del benessere sociale e del progresso oltre il PIL sono stati in prima linea nell’agenda europea e mondiale. Si  sofferma inoltre su come il PIL troppo spesso è stato considerato sinonimo di benessere sociale quando invece, già nel 1968 Robert F. Kennedy, nel suo famoso discorso di campagna, affermava:

Il prodotto nazionale lordo non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Esso misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che vale la pena vivere.”

Si avverte l’esigenza di ricercare l’indice di benessere sociale ed è proprio in relazione a questo che le scienze statistiche si avvalgono sempre più delle piattaforme web 2.0, dei network e dei social network integrando i dati tratti da questi ultimi insieme ai dati ufficiali, risultati delle indagini somministrate ai cittadini dall’Istituto Nazionale di Statistica.

Per dirlo in inglese, The Internet Explosion fa sì che le piattaforme web 2.0 diventino strumento progettato per invitare gli utenti a visualizzare e confrontare alcuni dei fattori chiave – come l’istruzione, l’alloggio, l’ambiente – che contribuiscono al benessere nei paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico). L’obiettivo è quello di permettere la comprensione di ciò che spinge il benessere delle persone e delle nazioni e ciò che deve essere fatto per ottenere un maggiore progresso per tutti. Questa iniziativa è ancora una volta diretta verso l’esplorazione delle diverse dimensioni dei concetti soggettivi e oggettivi della qualità della vita.

Facebook, Twitter e tutta la sfera dei social media hanno introdotto un nuovo processo partecipativo favorendo la condivisione di informazioni e di dati. Le tecnologie Web 2.0 hanno un impatto diretto sulla raccolta di dati statistici, la produzione, la diffusione, la visualizzazione. L’interazione tra le comunità online permette ai produttori e consumatori di informazioni di soddisfare gli obiettivi di una ricerca statistica che interagisce con la sfera pubblica virtuale del web 2.0.

“C’è bisogno di real time information. La statistica ha bisogno dello storytelling, ha bisogno di coinvolgere la società con il web 2.0 e di trovare un linguaggio comune per comunicare i dati, perché la ricerca, senza la comunicazione dei dati raggiunti, è fine a se stessa.” afferma la Dottoressa Fazio.

Due sono in materia i progetti coordinati dall’ISTAT:

– E-frame project European Framework for measuring progress
– Web COSI project, Web Communities for Statistics for Social Innovation

Progetti che ci aiutano a generare consapevolezza e ad accrescere la fiducia nelle statistiche generate dalla base, utilizzando piattaforme interattive sul web 2.0, coinvolgendo i cittadini a sfruttare dati online.

In conclusione, il cittadino utente diventa indiscusso coadiuvante dei processi di ricerca e sviluppo, interagendo “online e offline” con le politiche di ricerca mirate alla consapevolezza generale e alla corsa per il raggiungimento di quel che per tutti, per ognuno di noi, è il benessere sociale.

Antonella Totaro

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