Why war?_Day 2: confini

Il secondo appuntamento del ciclo di incontri Why War? ha portato in aula a Bologna la proiezione del film La Grande Illusione, pellicola del 1937 firmata Jean Renoir.
Ad introdurre la proiezione è stato il professor Angelo Panebianco, che oltre a sottolinearne la parola chiave (del film come di tutto l’incontro), confini, ha condiviso con i presenti spunti di riflessione interessanti.

La Grande Illusione passa alla storia come film pacifista e antimilitarista, da qui l’ostilità alla sua diffusione, in Germania GrandIllusion1  come anche in Francia. A parere di Panebianco però non è questa la chiave di lettura più importante dell’opera: c’è in essa, infatti, uno sguardo sociologico del mondo circostante, interessante quanto innovativo, per l’epoca.

A Renoir, del resto, non sembra interessare raccontare i meccanismi pratici della guerra, ma gli individui e le storie che si intrecciano. Il film infatti racconta della prigionia e della fuga di alcuni ufficiali francesi (due i protagonisti, un nobile e un uomo del popolo), ma focalizzandosi più sui loro sentimenti che sulle parti effettivamente rocambolesche della storia.

Traspare poi una visione della guerra così ingentilita e piena di fair play che a noi, oggi, può sembrare surreale. Tedeschi e francesi che si trattano con rispetto e addirittura amicizia, prigioni senza manette e prigionieri liberi di passeggiare per il campo. In realtà, a Jean Renoir proprio questo interessava sottolineare, ossia che: “Nessun odio ci animava nei confronti dei nostri nemici. Erano dei buoni tedeschi come noi eravamo dei buoni francesi” (J. Renoir, Ecrits).

Il rispetto e l’amicizia tra nemici sono mostrati in molte scene del film, dall’inizio (un ufficiale francese si lamenta per una perquisizione e l’ufficiale tedesco chiede scusa per il disturbo) alla fine (un ufficiale tedesco impedisce al suo compagno di sparare ai due ufficiali francesi in fuga, che hanno ormai superato il confine svizzero).

E proprio a proposito di confini, per tornare al focus dell’incontro, si può dire che certamente nel film ne vengono mostrati molti: sociali, tra ufficiali nobili e non; nazionali, tra tedeschi e francesi; naturali, il tanto agognato confine con la Svizzera. Eppure, nel corso della pellicola tutti questi confini vengono smontati, uno dopo l’altro, dal rispetto, dall’amicizia e infine dalla compassione. Ed è proprio questo, forse, il merito più grande di questo film: l’aver mostrato come qualsiasi confine e qualsiasi differenza possano essere superati.

L’appuntamento per il terzo incontro in programma a Bologna è per oggi, alle ore 15, in Aula dei Poeti a Palazzo Hercolani in Strada Maggiore 45. Parole chiave: masse, propaganda e censura.

Giulia Panzacchi 

Il programma di oggi, 12 novembre, è disponibile sul sito ufficiale

Advertisements

Un pensiero su “Why war?_Day 2: confini

  1. Pingback: Speciale Why war? Parole e figure a 100 anni dalla Grande Guerra | CompassUnibo blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...