Il diritto d’autore nell’era digitale

La rivoluzione digitale insieme alla diffusione della rete hanno comportato numerosi cambiamenti all’interno della nostra società. Fra questi, uno dei più importanti è sicuramente quello che riguarda il diritto d’autore. Il formato digitale e la facilità con cui un file può essere passato da un utente all’altro fa nascere la necessità di un ripensamento della tutela della proprietà intellettuale che diventa sempre più fondamentale all’interno dell’odierna società dell’informazione.

Di questo tema si è parlato durante l’incontro “Diritto d’autore, Protezione e Diffusione della Creatività nell’era Digitale”.

Foto_incontro_il_diritto_autore_nell_digitaleL’incontro
Martedì 21 Ottobre 2014, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, in Strada Maggiore 45, la Professoressa Marina Caporale ha ospitato, durante il corso di Diritto dei Media, il Dottor Bartolomeo Meletti per affrontare assieme agli studenti presenti il tema del diritto d’autore nell’era digitale. C’eravamo anche noi della Redazione.

L’ospite e il Progetto
Bartolomeo Meletti è un giovane ricercatore laureato in Scienze Giuridiche e specializzato in Mass Media & Politica all’Università di Bologna che ha approfondito i temi della propria tesi di laurea presso l’Università di Bournemouth, nel Regno Unito, grazie a una borsa di studio e che ha deciso poi di proseguire il suo percorso di studi e professionale all’estero. Attualmente lavora a Londra, per un consorzio universitario dal nome CREATe (University of Glasgow) che svolge attività di ricerca nell’ambito del diritto d’autore nell’era digitale e sviluppa una serie di iniziative su questi temi. Inoltre, il Dottor Meletti collabora come produttore ad una risorsa online indipendente, CopyrightUser.org, che ha l’obiettivo di rendere accessibile e comprensibile a tutti i produttori e utenti medio-piccoli una materia complessa come il copyright, per renderli consapevoli dei propri diritti e responsabilità.

Rispetto all’Italia dove l’argomento è ancora limitato a una cerchia piuttosto ristretta di esperti, in Inghilterra il dibattito sulla sensibilizzazione sui temi del diritto d’autore è molto acceso. Si sta discutendo per introdurre un insegnamento sull’argomento all’interno delle scuole. In questo contesto, il progetto CopyrightUser.org, attraverso lo sviluppo di materiali educativi e divulgativi, vuole rivolgersi sia al settore business (piccole e medie imprese o realtà professionali) che a singoli autori.

Il diritto d’autore e la sua tutela
Il diritto d’autore ha lo scopo di tutelare gli autori di opere dell’ingegno di carattere creativo, qualunque sia il modo e la forma della loro espressione, per esempio una canzone, un testo, un’immagine o un video. L’obiettivo di questa tutela è quello di incentivare la produzione di opere offrendo sostegno all’autore nella sua qualità di creatore. L’esigenza di questo diritto comincia a svilupparsi fin dall’invenzione della stampa e, di conseguenza, dalla possibilità di riprodurre le opere originali in un numero rilevante di copie.

Per quanto riguarda la sua tutela, il diritto d’autore non viene esplicitamente contemplato all’interno della Costituzione italiana, anche se viene ricondotto principalmente all’art. 9 Cost. che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica». La disciplina sul diritto d’autore deve bilanciare due opposte esigenze: quella di proteggere le legittime aspettative dell’autore sulla tutela della propria opera e quella di consentire, a un dato momento, la circolazione più ampia delle opere dell’ingegno per contribuire alla diffusione e promozione della cultura in senso generale. Nel nostro ordinamento, il diritto d’autore, è attualmente tutelato dalla legge del 22 Aprile 1941 n. 633 “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.

Il diritto d’autore nell’era digitale: qualche domanda al Dottor Meletti
Con la diffusione dei media digitali e della rete, produzione e diffusione di informazione sono aumentate in modo esponenziale. Protagonista di quest’azione di produzione non è più solamente l’industria culturale. Lo sviluppo di blog, social network e piattaforme Wiki fanno sì che l’utente comune, da semplice consumatore diventi un vero e proprio produttore di contenuti. Inoltre la libertà di condivisione che caratterizza la rete rende difficoltoso il controllo dei contenuti da parte di qualsiasi autore. Ecco dunque che si solleva la questione della rivendicazione dei diritti d’autore sulla propria opera.

All’interno di un web fortemente collaborativo, in cui ogni giorno aumentano le pratiche di produzione e condivisione dei contenuti da parte degli utenti prosumer (produttore e consumatori allo stesso tempo) riteniamo sia necessario possedere conoscenze sul tema. Alla luce di queste considerazioni, abbiamo fatto qualche domanda al Dottor Meletti affinché i nostri lettori possano conoscere le regole basilari per sapersi destreggiare sulla rete in merito di copyright:

D.:- Quali comportamenti/regole adottare affinché ciascuno possa tutelare la propria creatività e allo stesso tempo essere un utente corretto?

R.: L’autore di un’opera dell’ingegno – ad esempio un testo, un’immagine o un video – acquisisce i propri diritti nel momento stesso della creazione dell’opera. L’acquisizione di tali diritti, che includono diritti morali e diritti di utilizzazione economica, non richiede formalità quali la pubblicazione o la registrazione dell’opera. Nell’era digitale, la distinzione tra produttore e consumatore è sempre più sfumata: numerosi utenti diventano creatori di opere dell’ingegno e pertanto titolari di diritti morali e di utilizzazione economica. Nonostante non siano richieste formalità per l’acquisizione del diritto d’autore, può essere buona pratica indicare il proprio nome in buona vista sopra o vicino all’opera, anche perché la legge italiana sul diritto d’autore afferma esplicitamente (art. 8, l.n. 633/1941): «E’ reputato autore dell’opera, salvo prova contraria chi è in essa indicato come tale, nelle forme d’uso, ovvero è annunciato come tale, nella recitazione, esecuzione, rappresentazione e radiodiffusione dell’opera stessa».

Per riutilizzare opere altrui è necessario ottenere il permesso dell’autore, salvo nei casi in cui:

  • l’opera è in pubblico dominio (in genere il diritto d’autore scade 70 anni dopo la morte dell’autore)
  • l’uso dell’opera è permesso da un’eccezione o limitazione, quale l’eccezione per copia privata
  • l’opera è distribuita con una licenza Creative Commons

D. :- Testo. Immagine. Video. A ciascun formato le sue regole oppure ne vale una per tutti?

R.: Per testi, immagini e video, così come per altre opere dell’ingegno quali composizioni musicali e programmi per elaboratore (software), valgono le regole della legge italiana sul diritto d’autore: Legge 22 aprile 1941 n. 633.

Conclusioni
In questo contesto, occorre cercare un punto di equilibro fra la volontà di proteggere e favorire la diffusione delle opere, anche in vista del diritto del pubblico ad essere informato. In questo senso sembrano andare le Creative Commons, licenze alternative che svolgono una duplice azione: tutelano l’autore di un’opera eliminando gli ostacoli alla diffusione e condivisione dei contenuti che sono propri della legge sul diritto d’autore.

Nel caso in cui l’utilizzo riguardi opere di pubblico dominio, ci sono tre regole importanti che è bene conoscere e tenere a mente:

  • vale il principio della territorialità: le regole da applicare sono quelle del proprio paese,
  • la riproduzione di un’opera è prodotto a sua volta da diritto d’autore. L’opera di Leonardo Da Vinci è di pubblico dominio mentre la foto che la ritrae è di proprietà di colui che l’ha scattata,
  • l’adattamento di un’opera costituisce una nuova opera protetta, l’opera derivata.

Quindi all’interno dell’era digitale, all’adattamento della tutela alla rapida evoluzione della tecnologia dovrebbe accompagnarsi un’azione di sensibilizzazione al pubblico di non esperti per far sì che quest’ultimo sia a conoscenza almeno delle regole basilari per una corretta applicazione del diritto d’autore.

Lulù Beatrice Moccia – Studentessa Compass

 

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