Lavorare per Google. Intervista ad un ingegnere Android, il sistema più usato negli smartphones

Google è oggi una delle aziende più importanti al mondo, con oltre 48mila dipendenti sparsi in oltre 70 uffici di 40 Paesi diversi. Nacque nel 1998 dall’idea di due ragazzi allora 26enni, Larry Page e Sergey Brin, conosciutosi all’Università di Stanford. Da allora la storia di Google è stata una storia costellata di successi. C’è una buona frase del giornalista John Batelle che sintetizza la parabola crescente che l’azienda americana ha compiuto in questi ultimi 15 anni: “L’unica cosa che Google non è riuscita a fare, finora, è fallire”. Negli anni infatti, con il suo slogan “Don’t be evil” Google, la principale porta d’accesso al web, ha inanellato successi su successi. Un esempio è il portale video YouTube, che quando fu acquisito dal colosso tecnologico nel 2006 aveva circa 20 milioni di visitatori unici mensili, mentre ora ha più di un miliardo di visitatori unici al mese, che formano la più grande piattaforma di video sharing del pianeta. Un altro successo importante è stato sicuramente il browser web Chrome, lanciato nel 2008. Oggi è il browser più usato al mondo, con più di 800milioni di utenti, superando avversari storici come Internet Explorer di Microsoft. Ma un’altra sfida nella quale Google ha dimostrato di essere il protagonista assoluto è quella che si gioca nel mondo degli smartphone e tablet, con il suo “robottino verde” Android.

Da quando nel 2007 Google guida il progetto Android, un sistema operativo basato su kernel Linux, il contesto degli smartphone e l’uso pratico è completamente mutato. Nel 2013 Android è stato il re del mercato con il 76% della fetta di mercato, affiancato da iOS di Apple (17%), Windows Mobile di Microsoft (3,3%) Blackberry e altri. L’ascesa di Android, unita anche alla tecnologia touch screen ha portato il sistema operativo made in Google alla versione 4.4 chiamata “KitKat” e ad una futura versione chiamata Android L, che riserverà ancora novità.

Ho intervistato Salvatore Scellato, Senior Software Engineer Android per Google a Londra.
Salvatore è un ingegnere siciliano molto cortese e disponibile, che pur essendo molto impegnato, mi ha concesso una lunga intervista nella quale parliamo di cosa significa lavorare per Google e della sua esperienza diretta.

Innanzitutto parlaci di te, chi sei e quale percorso di studi hai fatto?

Salvatore Scellato  Senior Software Engineer Google Android

Salvatore Scellato
Senior Software Engineer Google Android

Sin da ragazzino sono stato molto appassionato di matematica, fisica ed informatica, e quindi decisi di iscrivermi in ingegneria Informatica. Il mio percorso di studi inizia in Sicilia, nel 2003. Subito dopo la maturità feci l’esame di ammissione alla Scuola Superiore di Catania (SSC), una scuola di “eccellenza” , che offre una formazione orientata alla ricerca parallela agli studi universitari, il tutto in un campus residenziale gratuito per gli studenti. Durante i miei 5 anni a Catania, conclusi con una Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica, ho avuto modo di fare qualche esperienza di ricerca con degli ottimi professori di fama internazionale.

In seguito, nel 2007, sono partito per un internship (tirocinio) di ricerca alla University College of London (UCL). Alla fine dell’internship mi chiesero di tornare un anno dopo, a laurea conseguita, per iniziare un dottorato in Informatica presso il Computer Laboratory di Cambridge. E cosi’ alla fine del 2008, una laurea italiana in tasca, ho fatto le valigie e sono emigrato in Inghilterra, lasciando in Italia famiglia, amici, e una fidanzata. Qui ho trovato molte opportunità di farmi valere: durante il dottorato ho imparato da persone molto molto preparate, ho lavorato su progetti importanti, ho viaggiato per il mondo (India, Cina, USA, Europa).

Cosa fai ora? Di cosa ti occupi? Di cosa ti sei occupato una volta finito gli studi?

Dal punto di vista professionale sono uno sviluppatore software (Software Engineer) per Google, nella loro sede di Londra. Mi occupo principalmente di progetti su dispositivi mobili Android relativi a location-based services. Per spiegarlo semplicemente, basti pensare un po’ a Google Maps e applicazioni simili, che devono capire dove ti trovi usando i vari sensori del tuo telefono. Ecco, sostanzialmente io mi occupo di questo. Mi ero già focalizzato durante il mio dottorato sullo studio dei location-based social services (Foursquare, Twitter, etc), sulla loro analisi e sulle applicazioni che si possono costruire. Ho avuto un discreto successo come ricercatore: considerando anche gli anni passati alla SSC ho pubblicato piu’ di 50 articoli scientifici, ho più’ di 1700 citazioni, ed ho un H-index di 19. Tutti questi dati sono pubblici qui http://scholar.google.co.uk/citations?user=jBnuYi4AAAAJ

Come è iniziata la tua strada per entrare in Google?

Durante il mio dottorato ho avuto anche l’occasione di fare uno stage per Google, nell’ufficio di Zurigo, durante l’estate del 2011. Ho lavorato su YouTube Analytics (le statistiche e i like che si devono sotto i video) e mi e’ piaciuto tantissimo l’ambiente di lavoro, i progetti, i colleghi. Visto che io ero piaciuto a Google mi hanno chiesto se volessi essere assunto, quindi ho fatto i vari colloqui di lavoro e qualche mese dopo ho firmato il contratto per lavorare nella sede di Londra. Ho quindi finito il dottorato, scrivendo la mia tesi e mi sono trasferito da Cambridge a Londra. Dopo avere finito gli studi universitari in Italia, ho scelto di fare un dottorato a Cambridge. Lo ammetto, volevo fare un dottorato solo in una università’ di altissimo livello, e volevo andare all’estero per garantirmi un salario e delle opportunità’ migliori. La mia scelta, ora posso dirlo, si è rivelata giusta.

Quando ho iniziato a lavorare da Google ero molto spaesato, visto che era il mio primo lavoro in un’azienda. In passato avevo solo lavorato all’università. Devo dire che ci ho messo un po’ ad ingranare perché avevo una mole enorme di tecniche e nozioni da imparare (cose che non ti spiegheranno mai all’Università!), ma dopo circa 2 mesi ero già’ in grado di dare il mio contributo. Dopo circa 9 mesi ero diventato già abbastanza bravo: il leader del mio team era andato a lavorare in un altro progetto, e quindi il management mi ha chiesto di diventare team leader al suo posto. Questo e’ stato molto importante per me: ero più’ giovane di altri nel mio team, lavoravo da Google da meno tempo di altri, ma ho accettato la sfida e con molta umiltà ho chiesto l’aiuto di tutti per migliorare. Tutto e’ andato discretamente bene, e dopo 12 mesi Google mi ha promosso al livello successivo.

A che età hai iniziato a lavorare e quali sono le caratteristiche che ti senti di avere e che, secondo te, dovrebbe avere chi lavora per Google?

Ho fatto il mio primo internship (tirocinio) nel 2011, e poi ho iniziato a lavorare per Google nel 2012 a 28 anni. Le caratteristiche che mi sento di poter dare all’azienda sono probabilmente la capacita’ di imparare velocemente, di essere indipendente, e di “risolvere l’ambiguità'” che spesso e’ richiesta nel nostro lavoro. Vale a dire, la capacita’ di capire un problema dai dettagli un po’ confusi e renderli chiari per poterlo risolvere. Ecco queste peculiarità sono importanti per chi vuole fare questo tipo di lavoro.

Puoi raccontarmi una giornata tipo di lavoro nella sede di Google?

Verso le 8 del mattino salgo sulla metropolitana di Londra e sul treno leggo l’Economist sul mio smartphone, ovviamente Android, o ne ascolto l’audio degli articoli se il treno e’ troppo pieno per tenere lo smartphone in mano. In trenta minuti circa arrivo a lavoro. Una volta arrivato, sistemo il mio standing desk in posizione eretta (cerco di lavorare in piedi almeno 4 ore ogni giorno), e vado subito a fare un caffè’ espresso. In ufficio abbiamo delle ottime macchine da caffè’ che non mi fanno mancare il gusto di quello italiano. Non ci crederai, ma ho anche fatto un mini-corso interno aziendale per imparare ad usarle! Mentre bevo il caffè’ accedo alla mia workstation e inizio a leggere tutte le email che sono arrivate durante la notte. Lavoriamo spesso con i colleghi in California: a causa del fuso orario differente loro lavorano mentre noi in Europa dormiamo, quindi di mattina ci sono dozzine e dozzine di email da leggere.

Prendo nota sul mio quaderno delle cose da fare durante la giornata: uso sempre carta e penna per prendere appunti velocemente. Guardo l’agenda per vedere che riunioni mi aspettano. In seguito revisiono il codice scritto dai miei colleghi. E’ importante che ogni linea di codice venga vista e approvata da un altro collega: mi occupo di solito di coordinare 3-4 progetti diversi, quindi cerco di controllare il codice personalmente. Imposto la mia playlist preferita, indosso le mie cuffie a prova di rumore e scrivo codice. Mi occupo prevalentemente di progetti relativi ad Android, quindi passo il mio tempo a scrivere in Java e poi a testare o debuggare sui vari smartphone che ho sulla scrivania. Appena il mio codice e’ pronto, lo mando ad un collega per una revisione.

Alle 11 più o meno, ho uno stand-up meeting con il mio team: si tratta di un breve meeting (cosi breve che tutti stanno in piedi!) in cui ciascuno fornisce un aggiornamento su quanto ha fatto ieri e su cosa farà’ oggi. Molto utile per coordinare il lavoro e per discutere di potenziali collaborazioni durante il giorno. Fino a pranzo mi occupo di un po’ di programmazione in coppia con un collega. Dobbiamo risolvere un problema piuttosto complesso su un progetto che non conosciamo bene, quindi lavorando insieme ed e’ più semplice. Una persona alla tastiera, un’altra accanto che pensa ad alta voce e commenta, usando un portatile. Pranzo verso le 12.30 insieme ad i colleghi nella mensa interna. Tutti i nostri pasti sono gratuiti e possiamo scegliere tra diverse opzioni, tutte molto valide. A pranzo si parla di tecnologia, di Londra, o di videogiochi o di altro. Appena finiamo molti fanno una pausa caffè, e si scambiano ancora un po’ di chiacchiere.

Fermiamoci giusto un attimo, sono curioso riguardo l’ambiente di lavoro. E’ rilassante e stimolante? E’ molto particolare e diverso dai soliti uffici? Quali nazionalità ci sono e qual’è l’età media dei tuoi colleghi? Puoi dedicare tempo ad un tuo progetto personale, parallelo a quello dell’azienda?

L’ambiente e’ molto stimolante, ma non c’è’ molto tempo di rilassarsi! In realtà’ abbiamo tante cose per poterci divertire in ufficio (ping pong, XBox, PS4, biliardo, e tanto altro..) ma ci sono anche talmente cose da fare… che non c’è veramente tempo da dedicare al relax. In ogni modo, e’ molto facile fare un break di 5-10 minuti per riposarsi un attimo. Ci sono persone di tantissimi paesi, in prevalenza europei, ma anche tanti americani e indiani. L’età media è molto bassa, è strapieno di giovani. Per quanto riguarda invece i progetti personali, questi vengono sempre incoraggiati, specialmente se sono di interesse per l’azienda. Google Mail (GMail) è nato da un progetto personale.

Va bene, continuiamo a parlare della tua giornata tipo, come continua dopo pranzo?

Dopo pranzo sistemo il mio standing desk in posizione seduta. Riguardo le email per vedere se c’è’ qualcosa che ha bisogno della mia attenzione. Poi c’è’ sempre qualche discussione di progettazione con i colleghi e magari rispondo ai vari commenti che il mio collega ha fatto sul mio codice. Riesco a completare la mia feature e posso inviarla: il mio codice diventa parte del progetto e tutti gli altri possono già’ usarlo.

Alle 15 faccio un colloquio di lavoro ad un neolaureato. I colloqui di lavoro vengono fatti dagli ingegneri stessi, perché è necessario verificare la validità tecnica dei potenziali futuri colleghi. E ogni candidato deve superare diversi colloqui, tutti fatti nello spazio di una giornata. Non invidio mai chi viene a fare i colloqui… è parecchio stressante. Alle 17 meeting in videoconferenza con colleghi in California, loro sono appena arrivati in ufficio (8 ore di differenza). Di solito ci scambiamo due battute sulla differenza tra il tempo a Londra e il tempo in California.. quest’ultima vince quasi sempre! A fine giornata prendo il laptop e torno a casa, nuovamente sulla Tube londinese.

Mi ha colpito quando hai parlato dei colloqui di lavoro, puoi dirmi brevemente come è stato il tuo colloquio? Pensi sia meglio avere un ottimo curriculum didattico (triennale, specialistica master ecc..) oppure l’età conta per un lavoro come il tuo?

Ho fatto tre colloqui telefonici, a distanza di un paio di settimane l’uno dall’altro. In ogni colloquio c’era un ingegnere di Google al telefono che mi faceva delle domande, e c’era un Google Docs condiviso cosi’ che quello che scrivevo veniva visto immediatamente dall’altro ingegnere. Dopo avere fatto il mio internship ho dovuto fare dei colloqui dal vivo, nell’ufficio di Londra. Questi colloqui si fanno di fronte alla lavagna: l’ingegnere ti propone un problema e tu devi risolverlo. Ogni colloquio dure circa 45 minuti.

A mio avviso, l’età non conta assolutamente! Il curriculum e’ un buon modo per farsi notare all’inizio, in maniera da ottenere un primo colloquio. Ma alla fine ciò che conta sono i vari colloqui.

Quali saranno secondo te le prossime sfide che dovrà affrontare Android ?

Credo che la sfida più grande sarà quella di adattare Android ad un mondo in cui interagiamo con una moltitudine di dispositivi, tutti diversi tra loro ma tutti con la necessita’ di sapere chi sei. E’ necessario pensare in maniera multi-screen. In futuro Android non sarà prettamente ad uso di smartphone, così come oggi lo conosciamo, ma sarà presente negli orologi, TV, auto e altri elettrodomestici di uso quotidiano.

Come vedi la situazione Information Technology in Italia con gli occhi da emigrato italiano e che consigli daresti ad un giovane studente italiano che si vuole avvicinare al mondo dell’informatica e tecnologia ?

Sinceramente non saprei cosa rispondere: ho lasciato l’Italia subito dopo la laurea, nel 2008. Ormai sono passati tanti anni! Ho tanti colleghi di università che lavorano in aziende in Italia, ma purtroppo i grandi del web (Google, Facebook, Amazon, Apple) non sono presenti nel nostro Paese. Questo e’ davvero un grosso handicap, specialmente per chi vuole fare carriera e per chi vuole lavorare sulla tecnologia più avanzata.

I consigli che mi sento di dare sono che mai come adesso e’ diventato facile imparare sul Web: ci sono tantissime risorse, tutorial, corsi online, libri gratis, e cosi’ via. Il mio consiglio di solito e’ di accoppiare una solida formazione teorica (matematica ed informatica) con molte ore passate a progettare e scrivere codice. Ma e’ anche fondamentale la motivazione: se c’è questa, il resto si sistema sempre ..

Riesci o sei riuscito a coniugare una vita sentimentale a quella lavorativa? (hai dovuto fare sacrifici in quest’ottica) ?

Da quando lavoro è tutto molto più semplice.. Invece mentre facevo il dottorato all’estero era molto più difficile, a causa della lunga distanza. Adesso è semplice, visto che mi sono anche sposato e vivo felicemente con mia moglie a Londra.

Articolo pubblicato anche su http://www.rayolo.it/lavorare-per-google-intervista-ad-ingegnere-android/

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