Moda, fashion e blog: alla soperta del web

Incontrare il Web 2.0 con meno sfilate e più interattività. E così, prima di comprare capi firmati e prodotti di lusso il cliente valuterà l’acquisto cliccando di blog in blog, guardando filmati in flash e consultando recensioni di chi ha già acquistato. Insomma, piccole e grandi griffe si stanno sempre più attrezzando per intercettare il nuovo consumatore che su internet passa dai 30 minuti alle 5 ore al giorno.

Nuovi linguaggi e nuovi consumatori
Saranno i tempi non proprio esaltanti in cui versa l’economia mondiale, sarà quindi per la contrazione dei consumi (e in primis dei generi di lusso), sta di fatto che, dai nuovi linguaggi emozionali come i social network al recente fenomeno dei cortometraggi, dal temporary shop al mercato mobile, dal boom dell’e-commerce al  negozio virtuale, il mondo della moda sta cambiando pelle: meno sfilate (troppo costose e saldamente in mano a pochi intimi), più interattività con il cliente finale che, forse non comprerà un capo firmato direttamente online, ma sul web potrà consultare recensioni, guardare filmati, leggere blogs che parlano di cosa e come sta cambiando il mondo.

Hanno il loro perché anche i nuovi strumenti, come Microsoft e Apple
Tutti vorrebbero garantire la domanda e l’offerta di potersi incontrare, ognuno sul proprio cellulare o grazie al proprio browser, e tutti sulla piattaforma che li accomuna: Internet. Ma non solo. La parola d’ordine, anche se non è certo una novità, è profilazione.

Cosa vuol dire tutto questo?
Sta a significare  la capacità di conoscere i propri clienti a tal punto da garantire loro servizi sempre più personalizzati e sicuri. Stiamo parlando dei noti customer relationship management, veri e propri sistemi informatici in grado di gestire i dati dei propri clienti in un’ottica prevalentemente marketing.

Ma parliamo anche dei vari social network, da Facebook a MySpace, che custodiscono – e a volte forniscono a terzi – preziose informazioni sui nuovi consumatori e sui trend del momento. Per finire con il brand, cioè il nome proprio dell’azienda, mai quanto nel mondo della moda elemento centrale, portatore di senso, di appartenenza, e volano per la pubblicità.

Per saperne di più e per gli amanti della lettura,  il libro “Moda & Tecnologia” presenta tutti i passaggi, metodologici e operativi, grazie anche all’illustrazione di esempi concreti (Gucci-Microsoft) e interviste (a Giuseppe Rossi per lancio di CKIN2U di Calvin Klein; a Dennis Valle, Group Director Digital Mktg & Communication, Dolce&Gabbana), così da chiarire un binomio, quello fra moda e tecnologia, per nulla scontato e secondario, ma come ha raccontato Robert Grant nel suo intervento, capitale per il futuro di economia e Internet, capace di intercettare quello che il professore ha chiamato il “il cambiamento antropologico del consumatore di riferimento” e  dell’economia mondiale.

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