Europeana Collections, la memoria della Grande Guerra

Nel 2011 L’Unione Europea ha finanziato Europeana Collections 1914-1918, un progetto triennale che ha lo scopo di ricordare la Prima guerra mondiale a cent’anni dallo scoppio di quest’ultima.
Europeana è un portale creato con l’obiettivo di mettere a disposizione, tramite la loro digitalizzazione, circa 400.000 documenti risalenti al periodo della guerra.
A questo progetto hanno partecipato alcune delle più importanti biblioteche dei paesi europei che presero parte al conflitto, fra cui, per l’Italia, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Mercoledì 16 Aprile, presso la Tribuna Galileiana della biblioteca fiorentina, si è svolto un convegno per presentare questo lavoro.

I saluti e l’apertura dei lavori sono stati affidati alla Direttrice della biblioteca Maria Letizia Sebastiani, che ha spiegato la scelta di operare sui documenti coevi alla guerra, per indagare la vita del periodo anche fuori dalle trincee e dai luoghi di battaglia.

In seguito ha preso la parola il professor Zeffiro Ciuffoletti dell’Università di Firenze, che ha tracciato un quadro dello scoppio della guerra, evidenziando la necessità di riflettere sulle modalità con le quali la guerra è cominciata, al fine di evitare errori anche in futuro. Lo storico  ha poi parlato delle differenze fra la propaganda di Stato e lo sguardo dei soldati, degli ufficiali medici e di chi viveva in prima persona la drammaticità del conflitto. Infine posto in risalto il fatto che la Prima Guerra Mondiale abbia visto per la prima volta le masse come protagoniste, e di come il fronte interno fosse diventato decisivo per le sorti della guerra, sottolineando l’importanza di un progetto come Europeana, nel quale vengono messe al centro le pratiche della vita quotidiana di quel periodo.

Successivamente sono intervenuti due membri della Biblioteca che hanno curato il progetto, Pierantonio Metelli e Gian Luca Corradi: il primo ha parlato di come la BNCF abbia partecipato a Europeana con l’auspicio, anche in occasione del centenario della guerra, di un consolidamento della comune identità europea. In seguito ha tracciato un profilo del lavoro svolto, spiegando che i materiali messi a disposizione, circa 4000, sono reperibili, oltre che sul portale di Europeana, anche sul catalogo online della biblioteca.

Gian Luca Corradi ha spiegato invece i criteri per la selezione dei materiali, scelti con l’obiettivo di fornire un’immagine della realtà italiana, con al centro, come detto, la vita reale. Ha mostrato ai presenti una carrellata di documenti selezionati, dai manuali scolastici e i libri per l’infanzia, emblemi della militarizzazione della gioventù, alle canzoni di guerra e le cartoline, unici momenti di svago e autonomia per i soldati, dalle pubblicazioni mediche per i mutilati ai periodici e i giornali di trincea.

L’intervento del professor Luigi Tomassini dell’Università di Bologna ha interessato il ruolo e l’importanza della fotografia nella rappresentazione della Grande Guerra. I servizi fotografici dell’esercito avevano un’importanza fondamentale, e la scuola pittorialista dominava nelle immagini della guerra veicolate sui periodici. Il professore ha poi mostrato come vi fu una grandissima produzione riguardante il fronte interno, con campagne fotografiche che avevano come protagonista l’industria italiana, con particolare rilievo per la manodopera delle donne. Il contributo al progetto della Fondazione Turati, della quale fa parte il professore, è stato quello di fornire molte immagini provenienti prevalentemente dall’Ungheria, che ha valore spropositato nel campo fotografico.

Christian Satto, dottorando della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha concentrato il suo intervento sui diari di guerra, sulle lettere e le memorie dei soldati, e sulla loro importanza nella storiografia. Fino agli anni ’70 questi materiali non vennero ritenuti interessanti ai fini della ricerca storica, a causa dell’elevato tasso di analfabetismo che ancora interessava la popolazione italiana e di conseguenza anche i soldati. Molte lettere venivano scritte in dialetto, molti usavano formule fisse imparate a memoria, e dovevano passare dall’approvazione della censura, che in quegli anni istituì molti processi per lettere denigratorie e disfattiste. I soldati e gli ufficiali scrivevano di rapporti con la famiglia, sviluppi e progetti per il futuro, ed era questo, per loro, l’unico modo per non farsi travolgere dalla guerra.

Infine, la chiusura della giornata è stata affidata di nuovo al professor Ciuffoletti, che ha presentato il libro di memorie “La grande guerra. Diario del tenente medico Fulvio Miletti”, un volume recentemente donato alla BNCF dalla famiglia Ferragamo. Il professore ha evidenziato l’assenza di retorica, il realismo della tragedia alla quale un medico in prima linea poteva assistere in ogni momento sul fronte della guerra.

Europeana è un portale in costante aggiornamento, e può costituire uno strumento dalle grandi potenzialità per gli studenti e per chiunque voglia approfondire le tematiche della Grande Guerra e del periodo nel quale essa si colloca.

Jacopo Fiaschi, studente Compass

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