Web Monitoring: a lezione con Marta Severo

Nelle giornate del 15 e del 16 Aprile, durante le lezioni di Sociologia della Comunicazione Multimediale tenute dalla Professoressa Saveria Capecchi, è intervenuta Marta Severo per parlare di Web Monitoring ed E-Reputation agli studenti del corso.

L’ospite
Web Monitoring: a lezione con Marta SeveroMarta Severo è docente universitario in comunicazione. La sua formazione universitaria parte proprio dall’ Università di Bologna e precisamente dal corso di laurea in Scienze della Comunicazione (ai tempi del vecchio ordinamento). La sua passione per il web l’ha portata a diventare web master fin dall’età dei 18 anni quando ancora il web non era multimediale e poi Responsabile Web dell’Università di Bologna. Una volta laureata ha iniziato la sua carriera lavorativa presso l’Istituto di Studi Avanzati del Collegio Superiore dell’Università di Bologna come Responsabile di Comunicazione mentre svolgeva un dottorato in Comunicazione e Beni Culturali presso il Politecnico di Milano. In seguito ottiene una borsa di post-dottorato a Parigi e decide di partire per la Francia dove, attraverso la procedura standard francese dei concorsi pubblici, ha ottenuto la cattedra all’Università di Lille come ricercatrice.

Premesse
Per parlare di Web Monitoring occorre partire dalla distinzione fra web statico e web dinamico. Da semplice fruitore di pagine web (Web 1.0), l’utente diventa produttore di contenuti da immettere in rete senza la necessità di competenze specifiche, (Web 2.0). E’ all’interno del web dinamico che nascono i blog, i social media e tutte quelle piattaforme basate sull’user generated content, cioè sui contenuti prodotti dall’utente. Comincia a delinearsi l’abitudine di condividere in rete le proprie informazioni personali, inoltre l’arrivo di internet sui dispositivi mobili fa si che gli utenti siano always-on e non smettano mai di condividere. La conseguenza è un aumento esponenziale dei dati riferiti agli utenti. In questo nuovo contesto cambia radicalmente il lavoro dei comunicatori.

Oggigiorno non si può più parlare di comunicazione dinamica ma segmentata perché occorre focalizzarsi su una comunicazione basata sull’esperienza dell’utente. Come?!
Occorre partire dalla consapevolezza che tutte le operazioni che compiamo attraverso la rete lasciano delle tracce. Nel momento in cui, per esempio, prenotiamo l’hotel per le nostre vacanze a Berlino tramite Booking.com forniamo dati alle aziende interessate. La rete delle nostre amicizie su Facebook fornisce dati rappresentativi delle nostre relazioni sociali reali. Non ha più senso distinguere fra reale e virtuale perché quest’ultimo fornisce gli strumenti che ci permettono di studiare il reale molto meglio rispetto alle metodologie tradizionali, (Lev Manovitch).

Web Monitoring
Proprio su questa credenza nasce il mestiere del Web Monitoring, cioè l’insieme delle strategie attuate per rimanere informati su un argomento, dedicando il minor tempo possibile e utilizzando un sistema di reporting automatizzato. Fondamentalmente, oggi le aziende vogliono conoscere il flusso di dati che le riguarda e saperne sempre di più sugli interessi dei clienti così da poter redigere strategie di comunicazione ad hoc. La dinamica tipica del web monitoring è quella di realizzare un progetto urgente, come per esempio studiare la visibilità di una marca o seguire le notizie relative ad una società.

Processo
Una volta che si è definito l’obbiettivo, di fronte alla necessità di informazioni è quasi ovvio che il primo passo da compiere sia la Googlelizzazione, cioè cercare le notizie che servono attraverso le parole chiave. È necessario però che il bravo ricercatore non si affidi soltanto all’uso di Google poiché quest’ultimo riesce ad indicizzare soltanto il 5% di quello che esiste sul web. Open data, web invisibile, social web sono tutti dati non rintracciabili dal motore di ricerca. Individuare correttamente le parole chiave è un passo fondamentale per trovare le fonti che si vogliono seguire. Una volta che si sono individuate quest’ultime occorre concentrarsi sugli strumenti di reporting che permettono di analizzare l’andamento del proprio monitoraggio. Stilare una mappa mentale aiuta a concentrarsi sui dettagli e allo stesso tempo aiuta a mantenere una visione globale del tema scelto. Infine affinché si possa svolgere un valido monitoraggio dei dati è necessario misurare la credibilità delle informazioni raccolte.

Scavalcando la necessità delle aziende di conoscere i gusti dei loro clienti, il web monitoring può essere utile anche a livello personale per conoscere tutte le informazioni presenti sul web che ci riguardano in prima persona e che concorrono a formare la cosiddetta e-Reputation di cui vi parleremo prossimamente.

Lulù Beatrice Moccia – studentessa Compass

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2 pensieri su “Web Monitoring: a lezione con Marta Severo

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