Mai smettere di cercare: testimonianza di un neolaureato

Il neolaureato Mirko Zago, condivide con noi il percorso e le molte esperienze che lo hanno portato alla laurea Compass, trasmettendoci molto del suo entusiasmo. Lasciamo a lui la parola.

“Potrebbe sembrare un post autoreferenziale ma l’intento è condividere un’esperienza di formazione, lavoro e vita con tutti i lettori del blog. Scrivo spinto dall’entusiasmo della recente laurea, conseguita il 24 marzo, per stimolare tutti i miei colleghi e renderli coscienti delle numerose opportunità ad un passo. Sono dietro l’angolo, ben nascoste certo, ma ci sono.

Percorso scolastico travagliato non significa fallimento

Il mio percorso scolastico è sempre stato travagliato, da un liceo linguistico padovano son migrato dopo un anno, in piena crisi adolescenziale che mi ha fatto perdere un anno di scuola, ad un “turistico”. Più facile? Forse, ma a quel tempo ciò di cui avevo bisogno era un traguardo più raggiungibile, che mi permettesse di riacquistare l’autostima perduta. Tirando fuori i denti mi son portato a casa un diploma con il massimo dei voti. La scelta universitaria ha creato non pochi problemi, 2 anni di Lingue e Letterature Occidentali portati a termine con ottimi voti non son stati sufficienti per trattenermi dalla voglia di fiondarmi anticipatamente nel mondo del lavoro (rinunciando ad una laurea triennale, a 5-6 esamucci dal traguardo). Scelta incosciente, stupida? Sicuramente non affrettata, già dal primo anno avevo compreso che quello non sarebbe stato il mio percorso. Avevo bisogno di tempo e riflessione.

I veri stimoli? Mettersi alla prova in contesti nuovi

Il mondo del lavoro non aiuta decisamente a concentrarsi su sé stessi, ma l’opportunità di testarmi all’interno di un ufficio marketing, un’azienda di organizzazione fieristica, è stata forte e non priva di difficoltà. Il fatto di confrontarmi con colleghi laureati e sicuramente più preparati hanno rappresentato la “scossa” definitiva di cui avevo bisogno per maturare un mio deciso ritorno sui libri.

Internet mi ha aiutato a ricercare un corso di studio che incontrasse i miei gusti e che possibilmente mi portasse fuori dalle mura domestiche, sicuro che ciò avrebbe rappresentato un ulteriore arricchimento. Bologna è stato l’approdo più felice. Solo a scrivere la B maiuscola mi vengono i brividi tanto è l’amore che nutro per questa mia città adottiva. La città di (brrrrrrr) Bologna fin da subito mi ha offerto un’accoglienza unica, l’Università pure.

L’importanza dell’indipendenza economica

Rimesso alla pari con gli esami, ho approfittato subito degli stimoli offerti per andare a caccia di una piccola indipendenza economica. Per il lavoro di istruttore di nuoto è stato fondamentale una mia precedente esperienza di lavoro (il primo giorno non avendo avuto nemmeno il tempo di recuperare l’attrezzatura ho insegnato con delle ciabatte di pelle e una t-shirt con su scritto in veneto “Toso de campagna”, che spettacolo!). L’invio notturno di Cv a tutte le redazioni d’Italia è stata invece ripagata con un paio di offerte come articolista su siti web e magazine cartacei di settore (internet e nuove tecnologie). No, non a gratis… a pagamento!

Mentre mi concentravo a ricercare lavoretti con la volontà di ripagare l’affitto da fuori sede e costruirmi un curriculum quanto più ricco possibile, mi son accorto ben presto che tutti gli amici stavano per partire per l’Erasmus… ed io? Avevo perso il treno… o forse no, al secondo “ripescaggio” e superando un collega (merito dei riti vodooo?) riesco a partire per Bilbao. Finalmente! Autosostenendomi con il contributo del progetto e con la scrittura di articoli, riesco a concedermi un Erasmus in grande stile (trattengo le lacrime…). Colto dalla più forte delle crisi post rientro, cerco di non affondare. Un anno di Magistrale Compass all’estero è andato, ma mi attende il secondo…Approfitto di un’opportunità di assistere ad un convegno europeo a Bruxelles (opportunità ottenuta rispondendo ad un annuncio pubblicato da Pina Lalli sulla pagina dedicata del vecchio sito Compass) per prendere una boccata d’aria e mi fiondo sugli esami che termino innestando la quarta. Esaurito arrivo a fine anno e mi concedo finalmente un po’ di meritato relax.

Mai smettere di cercare

Continuo ad inviare Cv, voglio anticipare i tempi una volta laureato. Ne mando uno sfruttando il form di “lavora con noi” di un’azienda della grande distribuzione organizzata alimentare (quella che inizia con P e finisce con AM, giusto per non far pubblicità, è proprio lì a due passi da Azzo Gardino) e miracolo… mi contattano convocandomi. Abituato a colloqui a tu per tu con piccole aziende locali, rimango frastornato dal primo colloquio di gruppo (un’esperienza che vi racconto se vi va). La mansione ricercata è store manager di punto vendita, il nome suona bene. Comincia un percorso intenso, duro, snervante che mi tiene fuori casa per mesi e dentro un negozio per molte e molte e ancora molte ore al giorno. Mi gioco bene un ulteriore colloquio e mi viene proposto una mansione di sede a pochi km da casa, occupandomi di ciò che mi piace (web marketing). L’ufficio è un’isola con il giusto pizzico di informalità all’interno di un ambiente che mi appare invece fin troppo formale. E’ questione di tempo, di farsi conoscere, di capire come muoversi, in seguito la musica cambia.

Laurea e lavoro o lavoro e laurea?

E’ marzo il mese della prova del nove. Manca poco alla laurea, rimane l’incertezza del contratto di lavoro e le prospettive… beh sappiamo che non sono delle migliori. Comincio la primavera con la conferma di contratto e subito dopo una laurea a pieni voti incentrata sulla mansione rivestita in azienda (“Rivoluzione digitale nella distribuzione organizzata – strumenti e strategie a servizio dei retailer”)! Non ci credo nemmeno io… In cambio ho la testa che mi scoppia e la schiena che scricchiola, un buon compromesso tutto sommato.

Perche raccontarvi tutto questo? Per farvi comprendere quanto la consapevolezza del cambio, la tenacia, il saper interiorizzare i periodi neri, ma anche essere sempre allerta e ricercare opportunità sia fondamentale. Un percorso preciso e definito non è sempre da preferire a una strada tortuosa. Le asperità ti portano a maturare, ad arrivare ad una meta con più tempra e soddisfazione. Ho scritto volutamente “una meta” e non “la meta” perché chi si trova volutamente o inconsapevolmente a percorrere una strada alternativa potrebbe incontrare una molteplicità di mete, tutto dipende dalle opportunità che si riescono a cogliere, coscienti che ve n’è una celata ad ogni bivio. Per chi riesce a rimanere nella carreggiata principale vanno i miei complimenti, a tutti gli altri il mio augurio di riuscire a far tesoro delle numerose esperienze vissute.”

Per due chiacchiere iovolantino@gmail.com

Mirko Zago

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