Parigi – Bologna, incontri di comunicazione

Una giornata per scoprire un corso di laurea molto simile e molto diverso dal nostro.
Dalla Francia, il secondo anno del corso di laurea “Ingegneria Editoriale e Comunicazione”, MasterIEC2 dell’università Cergy-Pontoise, è arrivato al Compass per conoscerci e farsi conoscere, portando una ventata di novità.

IECIl desiderio di questo incontro è nato dagli studenti stessi, un’iniziativa che hanno portato avanti per sei mesi, come progetto universitario. Hanno organizzato tutto, dal contatto con l’università, alle prenotazioni di albergo e volo. Volevano incontrare una realtà simile alla loro, ma anche scoprire cosa facciamo di diverso.

Le nostre due realtà hanno avuto modo di incontrarsi il 27 marzo, e di conoscersi grazie alle presentazioni che abbiamo reciprocamente esposto. Mentre il nostro corso di laurea è caratterizzato dalla presenza di una forte componente “sociale”, ovvero la comunicazione con il pubblico e socialmente utile, la struttura dell’IEC si basa sul connubio di comunicazione ed editoria.

La professoressa Pina Lalli ha accolto gli ospiti presentando il corso di laurea Compass, spiegandone storia, propositi, composizione e illustrandone i futuri cambiamenti. I ragazzi di PlacEvent hanno poi animato la mattinata IEC-Lallicon un simpatico video che introduceva la giornata tipo di uno studente bolognese e conseguentemente hanno presentato i ragazzi che compongono il Compass e i loro percorsi di studio.

A questo punto la direttrice del Master Professionale IEC, Joanna Nowicki, ha preso la parola e ci ha portato in una realtà per noi nuova. Il loro corso vuole preparare gli studenti sui mezzi di pubblicazione tradizionali e digitali, e sulla comunicazione istituzionale e d’impresa.
Sono inoltre educati al project management, ovvero alla creazione, coordinazione e svolgimento di progetti di pubblicazione e di comunicazione. Questo viene reso possibile attraverso una combinazione di teoria e pratica. I ragazzi infatti, per due giorni a settimana seguono corsi teorici nella struttura di Cergy-Pontoise, e per i restanti tre lavorano in aziende partner, principalmente a Parigi, come apprendisti stipendiati. Sono le aziende stesse che, collaborando strettamente con l’università, scelgono i candidati da ammettere al corso.

annuarioQuando gli studenti francesi hanno preso la parola, ci hanno trasmesso l’energia e la passione del loro percorso formativo. Presentandosi, hanno spiegato che il loro corso è a numero chiuso e per entrare serve avere da subito un obiettivo da portare avanti, che può cambiare nel tempo, ma deve sempre essere presente e guidarli. Loro stessi propongono nuove idee, le sviluppano e le producono realmente. Ci hanno mostrato alcuni libri e volumi da loro stessi scritti ed editi: un annuario degli studenti di anni precedenti e le loro carriere, il nuovo fascicolo che presenterà il loro corso di laurea, le raccolte di alcuni saggi degli studenti.

Nel pomeriggio abbiamo visitato insieme il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, in alcune delle sue bellissime stanze affrescate, dove abbiamo avuto modo di chiacchierare e conoscerci meglio tra studenti. Dopo averci concesso una piccola intervista, che presto metteremo online, i nostri ospiti francesi ci hanno espresso i loro ringraziamenti per la calda accoglienza ricevuta e per la visita alla città, che tutti hanno trovato interessante e piacevole da vivere, come turisti e qualcuno proponeva anche come studente.

iec-dipartimentoDavanti a un cono gelato è cominciato il pomeriggio e le conversazioni nate spontaneamente ci hanno fatto capire che anche se i nostri studi sono strutturati in maniera diversa, avevamo molto da raccontarci ed è stato un momento di scambio culturale stimolante. Erano incuriositi dai nostri laureati chiassosi con corone d’alloro, perché da loro non si usa festeggiare. Noi siamo rimasti stupiti quando ci hanno detto che da loro, un esame si può ridare al massimo una volta e se non viene superato, si deve ripetere tutto l’anno, senza potersi iscrivere nuovamente allo stesso corso. Si deve quindi cercare qualcosa di simile da un’altra parte, spesso perdendo un anno e cambiando città.

Camminare per Bologna, la città che ormai mi è così familiare, con ragazzi che non l’avevano mai visitata, mi ha aiutato a vederla con occhi diversi e mi ha fatto apprezzare molte più cose.
Credo che lo stesso valga per la visione che ho del mio settore di studio e del futuro. Aprire la mente a nuovi approcci è rinfrescante, un incontro di culture che riescono a comunicare, è sicuramente una via privilegiata in questo senso.

Elena Versari – Studentessa Compass

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