Moda 2.0

Ultime Fashion week: i nuovi protagonisti  non interagiscono più ai lati delle passerelle, ma stanno ‘altrove’, aprendosi a un pubblico sempre più vasto, abbracciando ogni momento della nostra vita.

Moda e social network: un mondo 2.0 tutto da scoprire.

Qualcuno dice che il web c’era già da un po’. Altri invece dicono che il bello della rete deve ancora arrivare.

Ma dobbiamo riconoscere un cambiamento di rotta contornato dalla possibilità di poter trasmettere messaggi, video ed immagini ad un pubblico eterogeneo, numeroso che, da casa, può assistere a sfilate in streaming o postate su Youtube ma, nel medesimo tempo, anche leggere articoli e recensioni sui magazine online.

E’ proprio grazie alla rete, al web e ai nuovi progetti di siti che s’incominciano a creare le prime relazioni, i primi contatti diretti  con gli utenti e probabili clienti che “frequentano” i  social network, ormai divenuti uno strumento di comunicazione di massa mondiale e sfruttato anche a livello di marketing e di pubblicità.

Tutte le aziende, grandi o piccole che siano, operanti in qualunque settore di mercato, hanno compreso che “snobbare” i pilastri del network come strumento di comunicazione con il cliente non costituisce affatto una mossa vincente.

Non fanno eccezione le grandi maison di moda, che da sempre hanno articolato un tipo di dialogo unidirezionale con il cliente, basato sul culto di un mondo magico, incantato ed idealizzato, di cui si raccontava poco e si mostrava ancora meno.Tutto questo è bastato negli anni, ad affascinare e fidelizzare un cliente che era abituato a non avere un vero e proprio dialogo con il proprio brand e che, si accontentava di avere poche informazioni in merito.

Oggi tutto questo si risolve con poco: basta inserire link o immagini su Facebook che rimandano alla nuova campagna pubblicitaria di un brand o un tweet su Twitter con le ultime notizie di una sfilata di moda o dell’anteprima di una collezione. Senza dimenticare Instagram e Pinterest che hanno ormai preso sempre più piede per la condivisione delle foto o Tumblr estremamente usato nel mondo della moda.
Soffermiamoci su Pinterest per esempio.

Questo social è basato sull’idea di poter creare un catalogo on-line,costituito da immagini condivise dagli utenti di tutto il mondo.

In occasione delle fashion week il social ha coinvolto svariati marchi di moda, retailer e stilisti insieme a nomi del giornalismo e dell’editoria, nel lancio di un canale dedicato per seguire le passerelle.

Il progetto ha riguardato Londra, Milano, New York e Parigi, oltre ad aver dedicato una finestra ai talenti emergenti. Non si è trattato dunque di una spontanea e fisiologica evoluzione della rete, ma di un vero e proprio accordo dove, l’ impegno comune, lancia segnali importanti per il futuro non solo della moda stessa ma, di tutti i meccanismi che ne alimentano la crescita dal marketing all’editoria.

L’iniziativa ha trovato l’appoggio di un nutrito gruppo di società multi-brand o monomarca e di testate giornalistiche, che hanno dato vita a una sorta di ‘visual blogging’ in tempo reale, pubblicando immagini direttamente dai backstage o dalle passerelle.

Terzo social network negli Stati Uniti e in crescita a livello mondiale da 1,2 a 70 milioni di utenti nell’arco di tre anni, Pinterest pare avere ancora qualche difficoltà in Europa e in Italia, dove per ora stenta ad affermarsi.

Tuttavia, nonostante abbia dimostrato la capacità di attrarre un buon numero di marchi, non è  riuscita a raccogliere un’adesione davvero convinta da parte degli utenti.

L’entusiasmo, che sul social della ‘P’ si esprime in termini di ‘repin’ (il corrispettivo del ‘retweet’, ovvero ripubblicare sulla propria bacheca il contenuto di un altro utente), pare non avere raggiunto obiettivi ragguardevoli. La maggior parte delle immagini pubblicate dai marchi, dai blogger o dalle testate non supera la cinquantina di ‘repin’.

Uno dei punti deboli del progetto sembra essere la mancanza di uno standard che, in via preliminare, abbia messo d’accordo i partecipanti circa le modalità di adesione all’iniziativa.

Ma qual è la formula vincente tra moda e social?

Risposta ancora work in progress

Letizia Martinelli, studentessa com.pass

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