Tandem linguistico, la pedalata vincente!

Negli ultimi anni si sta diffondendo un nuovo ed innovativo metodo di apprendimento delle lingue straniere, il tandem linguistico. È basato sulla comunicazione faccia a faccia di due persone di madrelingua, della lingua che ciascuno dei partecipanti vuole apprendere.

Il classico metodo tradizionale consiste nell’insegnamento monolingue in classe ma questo metodo alternativo ed economico favorisce un apprendimento interattivo stimolante e divertente.

Ma com’è nato il tandem?
Le prime forme di uso del metodo tandem si possono riscontrare alla fine degli anni ’60: gli incontri bilingue avvenivano durante ritrovi estivi fra giovani tedeschi e francesi. Dalla fine degli anni ’80 è nata e cresciuta una vasta rete di iniziative e istituzioni tandem che organizzano e assistono questo tipo d’interscambio sia in seno a corsi bi-nazionali, per lo più di carattere intensivo, sia come tandem individuali intermediati da apposite agenzie o centri, gestiti non solo da privati ma spesso anche da enti pubblici di formazione superiore. Fra le iniziative più conosciute si possono ricordare: la Rete TANDEM in cui sono associate molte scuole private e, la rete in cui sono connesse attraverso diversi progetti di ricerca una serie di università europee, nominata International Tandem Network ed infine l’iniziativa UNITANDEM dell’Università di Friburgo in Svizzera che offre anche una utile guida per il lavoro in tandem.

Come funziona il tandem?
Le modalità degli interscambi tandem si possono brevemente riassumere in 6 punti: la figura del “mediatore”, in genere ricoperta da un ufficio o un’agenzia, divulga informazioni, raccoglie e seleziona le richieste degli interessati sulla base di dati ricavati tramite un questionario e/o un colloquio preliminare condotto individualmente con i singoli interessati.

L’abbinamento dei partner tandem avviene in genere facendo riferimento a determinati criteri come formazione, interessi, livello di conoscenza della lingua straniera, nonché la disponibilità e le aspettative all’interscambio.

I partner tandem si conoscono durante un primo incontro che generalmente si organizza nell’ufficio del mediatore. Durante l’incontro vengono introdotti i principi e le modalità di lavoro del sistema tandem, viene stipulato un contratto d’apprendimento dove si dichiara la propria disponibilità a sostenere l’altro e l’impegno che si intende dedicare al lavoro comune. In questa occasione i partner ricevono anche i materiali didattici di supporto e vengono invitati ad usufruire del servizio di consulenza offerto in qualità di tutore dallo stesso mediatore.

In seguito i partner s’incontrano regolarmente (in genere da 1 a 4 volte alla settimana) in un luogo concordato e procedono nel programma d’apprendimento che viene progettato all’inizio o deciso di volta in volta. Generalmente durante il comune percorso di apprendimento non avviene più nessuna forma d’intervento didattico diretto da parte del mediatore. Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, viene richiesto da uno dei partner o stabilito all’inizio dell’interscambio, nelle sedute individuali o collettive di consulenza all’apprendimento.

Il procedere dell’apprendimento viene verbalizzato e documentato da parte dei singoli partner mediante un diario d’apprendimento. Il diario permette al consulente tandem di verificare costantemente lo sviluppo della collaborazione tra i due interlocutori. Il partner tandem lo usa per riflettere sul lavoro fatto, integrandolo con dei ripassi nel caso in cui fosse necessario e per prepararsi all’incontro successivo.

Nei centri tandem un ciclo di lavoro tra due partner si conclude con la compilazione di un questionario che viene poi discusso insieme con il consulente. In questo ultimo incontro, ai partner viene anche chiesto di valutare il successo dell’interscambio e di esprimersi sul proprio profitto ottenuto. Naturalmente non tutte le coppie tandem lavorano con la stessa efficienza.

Le esperienze precedenti d’apprendimento e l’attitudine allo studio autonomo possono essere, sia in positivo che negativo, fattori decisivi per il funzionamento dell’interscambio. Malfunzionamenti del metodo o situazioni critiche si possono presentare quando i caratteri dei due interlocutori sono incompatibili, quando si verifica coinvolgimento emotivo eccessivo o insufficiente.

Potrebbe accadere che i partner non trovino interessi e temi comuni che stimolino la conversazione, oppure provino difficoltà a spiegare vocaboli o fenomeni grammaticali. Un ruolo importante lo ricopre la pronuncia, il vocabolario o la dizione della componente di madrelingua: non devono essere troppo condizionati dal dialetto o da influenze regionali. In tutti questi casi è comunque auspicabile rivolgersi al tutor o al servizio di consulenza.

La volontà con le buone maniere, l’organizzazione e lo spirito di iniziativa nel voler superare le proprie barriere linguistiche possono rendere innovativo e unico questo fantastico strumento di apprendimento, per far sì che in tandem si pedali verso una conoscenza della lingua davvero vincente.

David Spanò – studente Compass

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2 pensieri su “Tandem linguistico, la pedalata vincente!

  1. Sul mensile Focus ho letto un articolo davvero interessante che parla delle lingue straniere. Secondo una recente ricerca linguisti e neuro scienziati sembrano concordi nel sostenere che se una lingua viene vista con occhi diversi è più facile da apprendere. Per esempio divertendosi, ovvero giocando, facendo quiz, ascoltando racconti e guardando film con i sottotitoli in originale senza però lo scopo ben preciso di apprendere. A voi sembra possibile ?

    • Non ho letto l’articolo in questione, però ho sentito diversi professori di lingue avvalorare questa tesi. Io sono completamente d’accordo, e parlo per esperienza personale.
      Leggere articoli e romanzi, ascoltare canzoni e giocare a videogiochi in lingua inglese sono tutte attività che mi hanno aiutata molto a perfezionare le mie capacità linguistiche. Trovo che l’aspetto ludico sia fondamentale. Se ci si diverte o ci si appassiona all’attività che si sta svolgendo, non si sente come un peso il dover, ad esempio, andare ad aprire un dizionario per scoprire il significato di una parola nuova. Ci si sforza volentieri per comprendere e l’apprendimento in sé diventa accessorio rispetto a un obiettivo altro, che può essere – a seconda dei casi – il voler sapere il significato del ritornello di una canzone o il capire le regole di un gioco.
      Altre attività stimolanti sono quelle che comportano l’interazione con altre persone. I tandem group ne sono un esempio, ma anche frequentare siti e community internazionali di nostro interesse può costituire un punto di partenza, in quanto si è costretti ad utilizzare una lingua diversa dalla propria per poter relazionarsi con gli altri utenti.

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