Il giornalismo d’inchiesta spiegato da una professionista

Qual è il segreto per fare un buon giornalismo d’inchiesta?

Troppo spesso si è portati a credere che questo sia un lavoro che, sebbene ben fatto, non porti a raggiungere risultati concreti e cambiamenti effettivi nello stato delle cose.
Ma non è così, e ce ne ha parlato Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice televisiva, mercoledì 5 febbraio, presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione.

giornalismo-inchiestaPartendo dalla sua esperienza personale, Milena Gabanelli ha raccontato come si svolge il lavoro del giornalista d’inchiesta e quali sono i segreti affinché questo formato funzioni all’interno del medium televisivo.
Nella seconda parte dell’incontro la giornalista ha coinvolto alcuni ragazzi del pubblico, fornendo consigli pratici su come realizzare un buon curriculum e i passi da seguire per riuscire ad intraprendere questa professione.

Come nasce un’inchiesta giornalistica
I servizi da presentare all’interno del programma Report vengono scelti attraverso un percorso preciso. E’ Milena Gabanelli a dettare la linea editoriale, poi ogni autore entro queste direttive si muove secondo la sua sensibilità.
“La linea editoriale che io do non è basata su che cosa vorrebbe vedere il pubblico, ma su cosa voglio comprendere io”, ha affermato la giornalista. “Siccome mi ritengo nella media, se c’è qualcosa che io non capisco presumibilmente saranno in tanti a non capirla”.
Per individuare l’argomento da trattare bisogna quindi chiedersi: “cosa vorrei vedere approfondito? Cos’è che non so?”, perché molto probabilmente anche il tuo pubblico si sta facendo le stesse domande.

Dal punto di vista dello stile, la giornalista di Report ci ricorda l’importanza di una scrittura secca e asciutta. Come diceva Ettore Mo, il giornalista dovrebbe aspirare ad un racconto senza aggettivi. Questo significa evitare di aggiungere fronzoli inutili e andare dritti al cuore del problema. Dare la priorità al contenuto sopra all’estetica.
Bisogna anche tenere conto però che i servizi d’inchiesta sono per loro natura pesanti e potrebbero apparire difficilmente comprensibili senza la messa in atto di alcuni accorgimenti. Per questo motivo sono importanti l’utilizzo di musiche più o meno ritmate a secondo del momento, la scelta di grafiche semplici, e lo stesso intervento della conduttrice per rendere più scorrevole il ragionamento. Bisogna calibrare i vari linguaggi per rendere semplice un argomento complesso senza però banalizzarlo.

Milena Gabanelli si è anche soffermata sul tema del controllo delle fonti. Questa verifica, nel giornalismo d’inchiesta in particolare, ha un duplice scopo. Non soltanto serve a evitare di dare un’informazione poco precisa, ma è anche necessaria per potersi difendere legalmente nell’eventualità di un processo. Perché in Italia intimidire un giornalista trascinandolo in tribunale non viene considerato ostacolo alla libertà di informazione, come invece avviene, ad esempio, nel diritto anglosassone.

Cosa dobbiamo fare per entrare a far parte di una redazione?
Ecco i suggerimenti di Milena Gabanelli:

  1. Per prima cosa bisogna scegliere una testata giornalistica, quella che più ci interessa in base a ciò di cui vorremmo occuparci.
  2. In secondo luogo, è fondamentale individuare la persona giusta da contattare. Dato che è il direttore a decidere chi viene assunto, bisogna rivolgersi direttamente a lui per non perdere tempo ed evitare frustrazioni. Nel caso di un programma televisivo, di solito bisogna contattare l’autore.
  3. A questo punto è bene scegliere il canale giusto per stabilire un contatto. Si può iniziare inviando una email, ricordandosi di essere sintetici e originali. Nel caso in cui non si ottenga risposta via email, è necessario telefonare. Fate attenzione alla scelta del giorno: se telefonate la mattina stessa della messa in onda del programma, sarà più difficile ottenere una risposta.
  4. Una volta che si è riusciti a ottenere un incontro, bisogna presentarsi preparati e, soprattutto, con una buona idea. Investite tempo nel trovare una storia interessante e innovativa, ma che sia funzionale e coerente con il programma a cui vi state proponendo.

Sonia Bertazzini – studentessa Compass

 

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