Lo sguardo di noino contro la violenza sulle donne: dalle vittime agli autori

Violenza di genere è l’espressione che include un complesso di comportamenti aggressivi ripetuti nel tempo nei confronti delle donne da parte di ex partner, compagni o mariti. Non si riferisce solo alle aggressioni fisiche, le forme più estreme del comportamento ma include: persecuzioni, minacce, ricatti, umiliazioni e stalking, manifestazioni di violenza psicologica. Se gli autori della violenza di genere sono gli uomini, perché la maggior parte  dei media si rivolge solo alle donne? Quali azioni e strumenti di comunicazione si dimostrano efficaci per dare la spinta a un cambiamento culturale radicale che influisca sul comportamento maschile? . 

Che Cos’è Noino.org?
E’ la campagna di sensibilizzazione nata nel 2011 da un bando pubblico promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con l’Associazione Orlando, finalizzato alla proposta di una campagna di comunicazione sul tema della violenza di genere esplicitamente indirizzata agli uomini. Tra circa quaranta partecipanti provenienti da tutta Italia, sono stati selezionati due progetti.

Gli Ideatori
Comunicattive e Studio Talpa sono le due agenzie di comunicazione bolognesi vincitrici del bando, che sono state invitate a sviluppare un progetto comune che ha preso il nome della campagna noino.org.
Comunicattive è un’agenzia di donne che si occupa di comunicazione e organizzazione eventi, collabora con enti pubblici e privati e nasce con una specifica vocazione: la comunicazione di genere. Studio Talpa adotta uno sguardo laterale, singolare, approfondito per rifuggire dalle abitudini della comunicazione convenzionale che ha l’abitudine di promuovere i ruoli stereotipati degli uomini e delle donne.

La Campagna
E’ indispensabile colmare un vuoto della comunicazione sociale sul tema della violenza di genere, l’assenza degli uomini. Per stimolare la partecipazione di tutti gli uomini sono stati utilizzati volti di personaggi noti: nel 2011 gli attori Ivano Marescotti e Giampaolo Morelli, Alessandro Diamanti (calciatore), nel 2012: Claudio Bisio (attore), Alessandro Gassman (attore), Daniele Silvestri (cantante), Cesare Prandelli (commissario tecnico della Nazionale Italiana). Le parole sono state selezionate dal vocabolario, descrivono i comportamenti quotidiani di violenza attuati nei confronti delle donne e mostrano chiaramente di cosa si sta parlando facendo emergere gli aspetti più nascosti della violenza psicologica.
Questo è l’elenco delle espressioni più comuni:

  • COLPIRE [col-pì-re] v. tr. batterla, percuoterla, coglierla con uno o più colpi
  • CONTROLLARE [con-trol-là-re]v. tr. sorvegliarla
  • COSTRINGERE [co-strìn-ge-re] v. tr. indurla, obbligarla a fare qualcosa contro la sua intenzione o la sua volontà
  • FERIRE [fe-rì-re]v. tr. colpirla producendo una ferita
  • IMPAURIRE[im-pau-rì-re] v. tr. metterle paura
  • IMPORTUNARE [im-por-tu-nà-re] v. tr. darle fastidio, con richieste ripetute
  • MINACCIARE[mi-nac-cià-re] v. tr. farle temere un male futuro, per costringerla a fare quacosa.
  • MOLESTARE [mo-le-stà-re] v. tr. recarle molestia, importunarla

Aderire, Condividere, Partecipare
A fare da contro altare alle parole drammatiche della campagna, sul sito http://www.noino.org e sulla pagina Facebook  compaiono le parole positive e di partecipazione di molteplici uomini sul territorio nazionale, che mostrano il proprio impegno contro la violenza di genere e si esprimono attraverso interviste, post e articoli sul blog.
Il sito è una community virtuale, chiede ad ogni uomo ( singolo o in gruppo), che sia sensibile ed interessato al tema di collaborare in prima persona inviando foto, video, e diffondendo gratuitamente il materiale: t-shirt, adesivi, spille, locandine, logo della campagna. “Metterci la faccia” è un atto simbolico, politico e di testimonianza, significa assumersi delle responsabilità per dire agli altri uomini da parte degli uomini stessi, che la violenza di genere è un problema degli uomini.

Partner e sostenitori
Noino.org è un progetto nazionale che, fin da subito, grazie alla rete ha instaurato relazioni con uomini concreti di diverse estrazioni e provenienze in tutte le regioni di Italia, dalla Sicilia alla Val d’Aosta. I partner permettono di ampliare il proprio pubblico, i canali di comunicazione, gli spazi e i contatti per la diffusione, in particolar modo: Roma Capitale, la Regione Lazio, Faenza, Reggio Emilia e l’Emilia Romagna.
Nella nostra Regione collaborano a dare visibilità alla campagna sul territorio, tra gli altri: Cineteca di Bologna, Bologna Football Club, Biblioteca Sala Borsa, TPER( Trasporto Passeggeri Emilia Romagna), Casa delle Donne, Coop Adriatica, Le Piazze ( Lifestyle shopping centre), Manutencoop, Confcommercio Ascom Bologna, Alma Mater Studiorum, Uisp.

Appuntamenti 2014
L’ 8 Marzo, al Quirinale, le due agenzie di comunicazione che hanno curato la campagna  riceveranno la targa di onorificenza da parte del Presidente della Repubblica, per essere stati gli ideatori di un progetto divenuto una campagna simbolo e di partecipazione maschile sul tema della violenza di genere.
Noino.org ha incontrato molte aspettative poiché, su questo argomento è stata registrata un’assenza degli uomini troppo forte, ed essere intervenuti mediante azioni e strumenti di comunicazione ha prodotto coinvolgimento e adesione.
Dopo due anni di attività, significativi sono i numeri che mostrano la partecipazione registrabile di circa 14.000 utenti sulla pagina Facebook e più di 5000 hanno aderito alla campagna sul sito; su Facebook la condivisione è mista, sul sito gli aderenti sono quasi tutti uomini (associazioni, gruppi). Questi risultati sono rilevanti poiché il tema affrontato dalla campagna è complesso.
Il 28 Marzo presso il centro sociale di Bologna TPO (Teatro Polivalente Occupato) grazie alla scuola di calcio maschile antinazista che ha partecipato alla diffusione dei materiali della campagna, si svolgerà un evento.

Problemi aperti
Alla luce dei risultati e delle adesioni ottenute, è utile chiedersi se l’espressione noino è efficace . Significa solo “dire” o realizzare qualcosa di concreto? Ovvero, tutti gli uomini sono davvero in grado di riconoscersi in quegli spot, nelle affissioni, nei vocaboli violenti, e ammettere le proprie responsabilità chiedendo un sostegno?
Noino sembra presupporre modi diversi di essere uomini: “buoni” e “cattivi”, due categorie contrapposte. Molti uomini affermano no, ma ciò che è indubbio è che la violenza di genere persiste.

E voi che ne pensate? Che messaggio percepite? Qual è la vostra opinione?
Se volete saperne di più, gli ideatori della campagna ci raccontano nell’intervista la propria esperienza.

Anna Suppa. Studentessa Compass

Annunci

4 pensieri su “Lo sguardo di noino contro la violenza sulle donne: dalle vittime agli autori

  1. trovo questa campagna molto utile perché,malgrado viviamo in una società ed in un millennio che ,almeno sulla carta, dovrebbe essere civile ed evoluta, si trova a permettere che ancora vengano perpetrati omicidi sul corpo e nella mente di donne. io ho vissuto per anni questa esperienza, con un marito che comunque condivideva i miei stessi interessi, che amava gli stessi miei cantautori, che mi portava a vedere spettacoli teatrali bellissimi, che aveva gli stessi gusti anche in fatto di film o ideali politici….. mi sembrava proprio l’uomo per me…..il suo problema era il suo vissuto.
    il solito target..famiglia di umili origini che vedeva nell’uomo l’unico potere della famiglia. quindi fin dai miei 15 anni, dal momento che ho cominciato a frequentare casa sua, che erano all’ordine del giorno liti furibonde, sedie che volavano, lividi sulla faccia….io sono cresciuta in una famiglia di quelle che esistono solo nelle pubblicità. madre dolcissima ma dominatrice,che aveva accesso al conto corrente del babbo, unico lavoratore di casa, come era consuetudine nel passato. mai nessun grido o lite, mai avuto bisogno di punizioni, perché tutto quello che rischiavo lo leggevo nei potenti sguardi dei miei genitori.
    arrivare in questa famiglia, con tutto il carico che si portava dietro, ha plasmato il mio mite carattere, incoraggiato sempre ed essere comunque buona ed educata dai miei, mi ha fatto diventare una vittima che non è mai stata in grado di chiedere aiuto a nessuno, e che ancora oggi, a 50 anni, mi fa sentire spesso disarmata in ogni occasione.
    il vostro lavoro deve riuscire a scavare anche in queste vittime, che nemmeno sanno di esserlo, che pensano di essere venute al mlndo solo per essere di qualcuno….di fare felice qualcuno….di non dire mai di no a qualcuno.
    vorrei che le mie due ragazze crescessero senza mai aver paura di dire NO….sarebbe già la mia vittoria

    stefania

    • Cara Stefania,
      Grazie per averci raccontato la tua storia: come tu dici, nulla è “civile ed evoluto” fino a che permetteremo che “vengano perpetrati omicidi sul corpo e nella mente di donne”! Diciamo no insieme a te e alle tue figlie. Lo gridiamo con te: NO, perché sia inammissibile che qualunque uomo possa anche solo pensare di trovare una qualche briciola di giustificazione alla violenza fisica e mentale sulla partner. NO, per essere sempre e comunque dalla parte delle vittime che non hanno colpa alcuna e si battono per sé, per tutte noi, per le proprie figlie e per il diritto di amare. NO perché a nessuno sia permesso approfittare dell’amore e della dedizione di una donna per farle violenza e farla sentire disarmata.
      Grazie, Stefania, per invitarci a ricordare quanta strada dobbiamo ancora percorrere: come te la vogliamo breve; e insieme a te e alle figlie di tutte noi vogliamo percorrerla vittoriose.
      Grazie, Stefania, perché sei una grande donna!

  2. Io non ho mai vissuto(per fortuna) la violenza,ma ho accanto persone,che hanno subito,tanto: vendute,per pochi soldi, portate a prostituirsi, chiuse in stanze al buio, violentate. Oggi queste donne presentano problemi psicologici non indifferenti. Chi ha avuto il coraggio di ribellarsi,di dire NO a tutte queste atrocità,vive sotto protezione,con la paura di essere massacrate. Che vita è questa? Da donna e da madre,mi addolora, bisogna combattere tutto ciò. Noi donne non apparteniamo a nessuno, amare significa camminare insieme nella stessa direzione, rispettandosi e accettandosi per quello che siamo. Vivere senza atrocità e violenze.
    Un pensiero a tutte le donne ,che vivono questa realtà,e a quelle che purtroppo sono diventate stelle del firmamento.

  3. Parlarne in prima persona o in terza è atto di grande coraggio e di volontà per poter dire tutti insieme, donne e uomini, NO alla violenza. Le storie che avete raccontato mostrano quanta strada ha ancora da fare la comunicazione: deve essere in grado di dialogare con tutti e non suddividere in categorie di “buoni”o “cattivi”, deve stimolare prima di tutto le donne a rendere pubblici comportamenti violenti della vita quotidiana che spesso rimangono tra le mura domestiche.

    Grazie Lina e Stefania.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...