Creiamo anche noi la nostra “social street”!

Non tutti forse hanno ben chiaro cosa sia una “social street”, ma i “Residenti in via Fondazza-Bologna” sicuramente sì. Il gruppo Facebook è nato in settembre e in soli tre mesi ha dato vita a un logo, a un sito www.socialstreet.it e quasi a un contagio: oggi sotto le due Torri le social street sono già 12, sparse in diverse zone tra cui via del Pratello, molto nota al popolo universitario. Un’esperienza non solo bolognese: il sito infatti raccoglie quelle nate in tante altre città italiane, da Milano a Palermo.

Di cosa si tratta? Sono i diretti interessati a spiegarlo: “La definizione può essere alquanto soggettiva e non abbiamo la presunzione di fornire l’unica esatta. Per noi significa socializzare con persone del vicinato per venire incontro alle necessità quotidiane, darsi aiuto concreto, condividere attività, scambiarsi pareri e opinioni”.
Socializzare, insomma, con i vicini di casa, di cui spesso si conosce il volto ma quasi mai il nome. Parlare, creare insieme progetti d’interesse comune, instaurare legami che possono essere utili per affrontare e risolvere le piccole incombenze quotidiane. Non ci sono visioni politiche, ideologiche o religiose da condividere, ma semplicemente l’abitare nella stessa strada.

Come fare, allora, per dare vita a una social street? Sul sito si trovano tutte le indicazioni necessarie: il primo passo è creare un gruppo chiuso utilizzando il proprio profilo Facebook; pubblicizzarlo con una locandina, fare qualche fotocopia e attaccarla in posti visibili e alla portata di mano, come le buchette delle lettere; alimentare il gruppo con contenuti e idee, ad esempio album fotografici o proposte di scambio oggetti.
Poi arriva la parte più interessante: il passaggio dal virtuale al reale, dove i contatti si trasformano in occasioni di conoscenza. Per farlo basta incontrarsi. Dove? Naturalmente in una piazza, in un giardino o nelle case delle persone che abitano nella stessa strada, magari organizzando un aperitivo insieme o una passeggiata alla scoperta delle curiosità della via. Non c’è bisogno, quindi, di investimenti finanziari, ma una cosa è necessaria: la volontà di interagire con i propri vicini di casa. Il passaparola farà il resto.

Se l’esperienza vi interessa e state pensando di creare una social street per via Azzo Gardino (non siete residenti, ma abituali frequentatori sì!) non vi resta che rimboccarvi le maniche. Una volta avviato il gruppo Facebook, potrete segnalarlo a info@socialstreet.it: la vostra “strada sociale” si aggiungerà alla mappa di quelle già esistenti.

Elena Contini – studentessa Compass

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2 pensieri su “Creiamo anche noi la nostra “social street”!

  1. Pingback: Anche via Azzo Gardino è diventata una social street! | CompassUnibo

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