Web semantico: una finestra aperta sul futuro

Eravamo da poco tempo abituati al “vecchio” Web 2.0, quello che ha rappresentato e continua a rappresentare una notevole svolta e una nuova frontiera nella storia della comunicazione, che già da qualche anno si inizia sempre più a parlare empiricamente di un nuovo Web, chiamato 3.0semantico. Se il primo Web, quello dei primi anni 90, è stato un fenomeno molto accademico, e non largamente popolare, il Web 2.0 ha sicuramente, grazie anche ai social media e all’avvento di connessioni sempre più veloci, portato questo nuovo mezzo a sdoganare l’uso di nicchia verso un uso molto più largo ed esteso. Ed ora il Web semantico punta ancora più in alto.
Ma cos’è il Web semantico e che benefici potrebbe portare all’utente finale?
Per capire meglio, è bene partire da quello che oggi conosciamo ed usiamo. Tim Berners-Lee,
l’ideatore del Web, a proposito della sua invenzione disse:

Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell’informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. […] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev’essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer.
La “Rete Semantica” che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l’avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l’ispirazione e l’intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli “agenti” intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo.

Fondamentalmente adesso il World Wide Web in cui siamo abituati ad avere a che fare è uno spazio dove attraverso linguaggi di programmazione, contenuti multimediali e grafici, rappresentiamo informazioni di qualsiasi tipo. Attraverso i linguaggi di programmazione il programma navigatore, o browser (Chrome, IE, Firefox, Safari) si occupa ad esempio, di rappresentare agli occhi umani il testo, se di colore nero o bianco, grassetto o sottolineato, si occupa anche di riprodurre una determinata immagine o un contenuto multimediale in una precisa posizione, in alto a destra o al centro a sinistra nella pagina. Questa rappresentazione visiva, avuta grazie ad una pagina web, è discretamente funzionale per gli esseri umani, che interpretano questo tipo di informazioni ma non per le macchine, per le quali queste informazioni non sono altro che semplici sequenze di bit, senza significato. Il Web semantico sarà il protagonista di un notevole cambiamento, punta ad allargare lo scambio e la fruibilità di informazioni non più solo tra esseri umani, ma anche tra programmi e tra macchine attraverso rappresentazioni che anche i programmi siano in grado di comprendere ed utilizzare soprattutto a vantaggio dell’essere umano.

Nel Web 3.0, tutte le informazioni pubblicate sono associate ad elementi e dati, chiamati meta-dati, che ne specificano peculiarità e contesti. Attraverso i Linked Data e le cosiddette ontologie, strumenti che permettono di specificare regole e relazioni che caratterizzano un determinato dominio di conoscenza, il nuovo Web offrirà una migliore possibilità di ricerca e utilizzo di informazioni da parte dei navigatori, poiché permetterà un più facile interscambio tra macchine che quindi saranno in grado di prendersi in carico una parte maggiore del lavoro. Aggiungendo più significato e semantica “umana” alle pagine che cerchiamo, i motori di ricerca sono aiutati nell’effettuare una ricerca più precisa e pertinente, eliminando tutta la quantità di pagine web non proprio efficaci alla nostra ricerca.

Colossi della comunicazione come Google, per alcuni la porta d’ingresso al web, hanno già risposto in maniera determinata alla richiesta di un motore di ricerca sempre più esigente, preciso e pertinente. Il gigante di Palo Alto, ha creato un algoritmo dal nome Hummingbird, lanciato il 26 Settembre 2013, che nelle intenzioni dell’azienda statunitense deve prendersi la responsabilità di poter bissare il successo del Page Rank, quello che per intenderci fece la fortuna di Google. Rispetto alle precedenti funzionalità, è stata implementata anche la funzione di ricerca Knowledge Graph, nella versione italiana per ora limitata a personaggi, luoghi e spettacoli, che tenta di dirigere la ricerca verso quella che è la semantica di tipo umano, cioè cerca di analizzare i dati e rispondere in maniera sempre più pertinente alla richiesta degli utenti. Nel Web del futuro il motore di ricerca non userà più tag, metatag o keywords, ma attraverso delle vere e proprie domande tenterà di rispondere più “umanamente”.
Realtà o fantascienza? Non ci resta che attendere.

Pubblicato anche su http://www.rayolo.it/web-semantico-una-finestra-aperta-sul-futuro/

Andrea Sanna

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