Il nuovo modo di fare informazione, tra social media e televisione

In questi ultimi anni i social media sono entrati con forza nelle nostre vite. Ma in che modo la rete ha influenzato il modo di fare e fruire la televisione?
Ne ha parlato Lella Mazzoli, direttrice della Scuola di Giornalismo dell’Università di Urbino, durante la presentazione del suo nuovo libro “Cross-News. L’informazione dai talk show ai social media”.

L’incontro, che è servito anche per anticipare il meeting nazionale delle web tv e dei media digitali “Punto It” dei giorni seguenti, si è svolto giovedì 28 novembre presso la libreria Feltrinelli International di Bologna. Sono intervenuti Loris Mazzetti, giornalista e capostruttura di Raitre, e la professoressa Giovanna Cosenza mentre Giampaolo Colletti, esperto in media digitali, ha moderato l’evento.

La tv generalista sta attraversando un periodo di crisi. Negli ultimi anni c’è stato un crollo dell’ascolto in prima serata e il pubblico televisivo appare sempre più frantumato. Non è più disposto a subire palinsesti preconfezionati, ma vuole scegliere da solo cosa seguire. I social media e i nuovi supporti digitali rendono questa volontà possibile.
I dati ci dicono che l’utilizzo di internet per accedere alle informazioni è salito di molto. I più giovani si informano quasi esclusivamente tramite la rete. Da un lato, questa maggiore autonomia nel ricercare informazioni è positiva e porta a una maggiore trasparenza, ma, dall’altro, emerge anche un problema di eccesso di fonti, delle quali è spesso difficile verificare la veridicità.

A questo proposito la professoressa Cosenza ha ricordato che l’accesso alla rete non equivale ad un suo utilizzo consapevole. Anche se possiamo misurare quanto gli Italiani accedono a internet, di fatto è più difficile verificare il modo in cui usano questo strumento.
Per questo la rete non può essere l’unica soluzione, ma è preferibile puntare a una integrazione tra le diverse piattaforme.

“La televisione non sta morendo, – ha affermato Mazzetti, – sta trovando nella crossmedialità e nella rete linfa per sopravvivere e per superare il momento di crisi”. La rete è uno strumento che viene utilizzato per portare nuovo pubblico alle trasmissioni televisive. Gli spettatori che seguono la televisione possono aumentare se si trasmettono programmi di qualità. Il successo riscosso dalla trasmissione “Vieni via con me” ne è un esempio.

Dall’analisi di diversi casi di integrazione tra talk show e social media, ne sono emersi alcuni particolarmente significativi.
Innanzi tutto, l’autrice ha evidenziato che Ballarò è un’esperienza interessante, ma che non è riuscita a sfruttare appieno una buona intuizione iniziale. L’uso dei social media non può essere a senso unico, è invece necessaria l’interazione propria dei meccanismi del web 2.0. La trasmissione di Corrado Formigli, Piazzapulita, con il suo uso degli hashtag tematici in puntata, si è mostrata migliore sotto questo punto di vista. Anche Andrea Vianello, grazie alle innovazioni in corso d’opera che è riuscito ad apportare ad Agorà, è riuscito più volte a essere efficace.

In conclusione si può affermare che, se l’interazione tra social media e televisione non è accompagnata da un’innovazione del linguaggio, il suo impatto sarà limitato e non raggiungerà i suoi obiettivi. “Bisogna fare un salto di qualità”, ha auspicato l’autrice. I vecchi media devono imparare a muoversi in maniera coerente con le nuove regole che la rete ha fatto emergere, senza però perdere la loro identità.

Sonia Bertazzini – studentessa Compass

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