Comunicazione del rischio: iniziamo dal Laboratorio

“Perché quando saliamo su un aereo non chiediamo mai chi è il comandante ma se ci dobbiamo operare chiediamo subito chi è il medico, gli infermieri e pure chi sono i ferristi?” Con questo paradosso è iniziato il laboratorio di Comunicazione del Rischio tenuto dal Dott. Tiziano Trevisanlaureato Com.Pass, responsabile della comunicazione del Dipartimento di emergenza dell’Azienda Usl Valle d’Aosta e della componente sanitaria della Centrale Unica del Soccorso (CUS), delegato interregionale di Piemonte e Valle d’Aosta dell’Associazione italiana della Comunicazione pubblica e istituzionale nonché presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta. Il laboratorio si struttura con due incontri settimanali: il giovedì dalle 17.00 alle 19.00 e il venerdì dalle 9.00 alle 13.00 per tutto il mese di dicembre e in parte anche a gennaio.

Il ciclo di incontri è già iniziato e nei primi due sono state date le definizioni di:
Comunicare il rischio – significa avviare un processo necessario e spesso molto complesso ed articolato, costituito dallo scambio di informazioni relative a tecnologie, fenomeni ed eventi che implicano potenziali effetti dannosi sulla salute delle persone e sull’ambiente in cui vivono;
Comunicare in emergenza – vuol dire operare nell’ambito di situazioni durante le quali l’organizzazione viene interessata da un flusso di domande generate dagli “eventi avversi” con una frequenza maggiore rispetto alla normalità.
Ma, in particolare, cosa distingue il rischio dall’emergenza e dalla crisi?

Nelle prossime settimane affronteremo nel dettaglio questi argomenti ed entreremo nello specifico di come si comunica e soprattutto di come i comunicatori del rischio, anzi speriamo noi futuri comunicatori del rischio, devono relazionarsi con i mass media e i cittadini. Questa parte più teorica sarà continuamente affiancata dall’analisi di casi specifici, case history, e simulazioni in aula. A proposito di esempi, vi ricordate lo spot del Parmigiano Reggiano “Quando c’è si nota”? Subito dopo si è diffuso su internet lo spot di Greenpeace nel quale il messaggio era molto chiaro: anche il Parmigiano è a rischio OGM! Come si risponde e si reagisce ad una comunicazione del genere? Ci ha pensato Parmareggio sottolineando che “il parmigiano non è mica tutto uguale!”.

Nei prossimi incontri ospiteremo anche ospiti di rilievo. Un nome? Pier Carlo Sommo, Segretario generale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.
Vi terremo aggiornati!

 

Chiara Bianchini – studentessa Compass

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