Studenti in visita a Radio Nettuno

Venerdì 22 novembre, gli studenti del Laboratorio di Giornalismo Sociale e Multimediale, accompagnati dal loro tutor, Luca Casadei, hanno avuto l’opportunità di conoscere dall’ interno gli studi di una redazione radiofonica, recandosi in visita presso la sede della bolognese Radio Nettuno.

Abbiamo chiesto ai ragazzi qualche impressione sull’esperienza in modo da condividerle con voi lettori del blog.  Pubblichiamo con piacere le parole che ci ha inviato Matteo D’Amico a nome di tutto il gruppo. Buona lettura…in attesa di ricevere nuovi aggiornamenti sulle attività che gli studenti di questo Laboratorio realizzeranno nei prossimi mesi in collaborazione con la radio.

“Il percorso di studi del Compass è uno dei più vari che le facoltà di stampo umanistico-sociale dell’Università di Bologna possono offrire. E il secondo anno di corso offre agli studenti uno strumento di apprendimento, quello dei laboratori, che, nel corso degli anni, ha avuto uno sviluppo straordinario. Tra tutti quelli proposti in quest’anno accademico, il laboratorio di giornalismo sociale e multimediale, coordinato dal dottor Luca Casadei, ha offerto a noi studenti una grossa opportunità.

Venerdì scorso, infatti, il gruppo di giornalismo sociale ha raggiunto via Altabella, nel centro della città di Bologna, per visitare la sede di Radio Nettuno, famosa radio locale. Lì ad aspettarci il suo direttore, Francesco Spada, che ha illustrato le caratteristiche chiave della comunicazione via radio.

L’unicità della sensazione auditiva che può sembrare un limite ma in realtà favorisce i processi di attività fantastica ed emotiva; l’immediatezza ossia la capacità di percepire direttamente concetti e idee; la simultaneità, che consente la percezione del messaggio “in contemporanea” da parte di un gran numero di persone.

E poi ancora le modalità di intervista radiofonica, le infinite tecniche di manipolazione del messaggio da far arrivare ai radioascoltatori, l’importanza del telefono come strumento di interazione classico con lo speaker, l’essenzialità di una stanza (per intenderci, quella rossa insonorizzata divisa dallo specchio) colma di vinili e con al centro il tradizionale tavolo rotondo con microfoni e pc.

Insomma, abbiamo capito che c’è tanto da imparare e sapere. Noi ci torneremo presto, intanto spero vi abbia fatto piacere condividere con noi questa esperienza.

Matteo D’Amico e tutti gli studenti di giornalismo sociale e multimediale

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