Come si vincono le elezioni

Giovedì scorso il Professore Roberto Grandi, insieme a Cristian Vaccari, ha presentato il loro nuovo libro “Come si vincono le elezioni. Elementi di comunicazione politica” presso la Libreria Coop Ambasciatori di Bologna.

Li ha affiancati Paolo Vergnani, Presidente SPELL, esperto di comunicazione efficace e autore del diciottesimo capitolo del libro. Ha moderato l’incontro Elisabetta Gualmini, docente all’Università di Bologna e Presidente dell’Istituto Cattaneo.

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Anche noi della redazione LabWeb abbiamo seguito l’evento, per cercare di capire i segreti della comunicazione politica nelle elezioni postmoderne. Perché le campagne elettorali non si vincono a trenta giorni dal voto. Per vincerle bisogna essere costanti nel tempo, offrire ai cittadini un programma solido e presentare candidati dotati di credibilità e competenza.

“Tutti hanno la possibilità di fare delle buone campagne – ha affermato Grandi, – si tratta, avendo un anno davanti, di muoversi in maniera coerente. Ogni giorno quello che devi fare è in funzione dell’obiettivo che vuoi ottenere”.

Innanzitutto, si deve conoscere il terreno di gioco, ovvero il sistema elettorale, e costruire in base ad esso una strategia vincente tenendo conto dei valori e dell’identità del proprio partito. Una buona strategia consiste nell’identificare un tema che costituirà il centro dell’intera campagna. E’ necessario inoltre cercare di influenzare l’agenda politica e fare in modo che coincida con il proprio tema per avere un vantaggio competitivo sugli altri nel medio periodo.

La strategia non va confusa con la tattica, che si gioca invece giorno per giorno. Come ha detto il professor Grandi, “non posso rimanere fermo quando il mondo si muove intorno a me”. Bisogna essere pronti in qualunque momento a rispondere alle sollecitazioni esterne e a modificare, se serve, il proprio progetto.

A differenza delle campagne premoderne e moderne, ha aggiunto Vaccari, in quelle postmoderne bisogna sfruttare tutti i mezzi di comunicazione per raggiungere i cittadini ovunque essi siano. Non si deve pensare che internet sia la medicina per risolvere tutti i problemi. Bisogna cercare invece di ridurre il distacco col territorio tramite una rete di volontari, come ha fatto con successo Obama.

Alle ultime elezioni italiane abbiamo assistito a risultati inaspettati. I favoriti hanno perso il loro vantaggio iniziale a causa di una mancata operazione di riposizionamento tattico che avrebbe dovuto seguire l’arrivo dei nuovi concorrenti emersi. In molti hanno poi tentato di cambiare in corsa la propria immagine, senza però riuscire a rimanere credibili agli occhi degli elettori.

In questo periodo di incertezza elettorale, solo chi si muove per tempo può ottenere risultati positivi. Servono leader competenti e in grado di ottenere la fiducia dei cittadini, rappresentando con efficacia il loro bisogno di cambiamento.

Sonia Bertazzini – studentessa Compass

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