Cosa ci fa sentire vivi? Una domanda che attende una risposta

Racconto di una sera di mezzo…autunno per le strade di Bologna. A farlo è un famoso giornalista, che in città è venuto per presentare la sua ultima fatica letteraria e ha trascorso la serata passeggiando per le vie del centro.

Che idea si è fatto non tanto della città, ma dei giovani che la popolano, in particolare degli studenti universitari?

“L’impressione, sicuramente superficiale e fallace, che lascia passare in mezzo alla folla di un mercoledì sera è quella di indifferenza, di estraneità, di rassegnazione. Non si avverte l’energia di una ribellione e neppure la pace di una forza tranquilla, ma una quiete alcolica che confina con l’accidia”.  Questo scrive, in prima pagina sulla Cronaca di Bologna del Corriere della sera di oggi, 15 novembre, Aldo Cazzullo.

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Forse vale la pena di leggerlo, quell’ articolo, perché il giornalista non si limita a scattare una fotografia di Bologna – fedele o immaginaria che sia, certamente originale – ma pone una serie di domande a noi, i giovani, in particolare agli studenti universitari, che meriterebbero qualche risposta, o almeno qualche riflessione.

“Mi sento di rivolgere agli studenti universitari di Bologna una domanda…Quali sono gli strumenti con cui intendete prepararvi ad affrontare la vita e la competizione globale? Quali sono le vostre finestre sul mondo? Non avete capito che su Internet si trova quello che vogliono farvi trovare? Che la rete è uno strumento straordinario che però abbiamo trasformato in una piazza elettronica dove tutti parlano, molti gridano, qualcuno insulta, e nessuno ascolta?”.

Chi ha voglia di “perdere” cinque minuti di tempo, lo legga quell’articolo. Per chi non lo farà, è giusto spiegare l’antefatto: Cazzullo era a Bologna per presentare il suo ultimo libro Basta piangere, rivolto proprio ai giovani. Eppure, racconta, tra gli ascoltatori non c’era neppure uno studente universitario. Perché? Dopo cena ha deciso di andare a vedere un film al cinema, eppure il folto gruppo di ragazzi davanti alla sala non era lì per il cinema ma per il discobar accanto. Perché? “I film, no. I giornali, per carità. I libri, neppure; anche quando si rivolgono a voi, per dirvi che il futuro non coincide con il destino, è soprattutto nelle nostre mani..”.

Allora cos’è capace, oggi, di scaldare i nostri cuori, di suscitare la nostra curiosità? Il consiglio di Cazzullo è questo: “L’unico rimedio possibile per i nostri ragazzi è reagire. Partecipare, Studiare di più. Formarsi meglio”. La nostra risposta invece qual è, che cosa è che ci fa sentire vivi?

Elena Contini

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