Google plus : perché non riusciamo ad usarlo?

Google plus è la piattaforma social più controversa e dibattuta del momento.

Ci sono molte opinioni discordanti sul suo potenziale, attuale e futuro, che stanno popolando il web e tante  community, soprattutto quelle che si interessano di social media e web marketing.

Cerchiamo innanzitutto di capire cosa si può fare con Google Plus. Possiamo dialogare con altre persone, cercare quelle che hanno i nostri stessi interessi, parlargli faccia a faccia grazie agli Hangout, che consentono anche di girare video, fare check-in, archiviare foto, condividere luoghi, recensioni, video, documenti e materiali in diversi modi e forme.

“Google Plus può essere un blog rivolto al pubblico e nello stesso tempo offrire uno spazio privato di condivisione e dialogo.”(Michaela Maticchecchia, Web Project & Marketing Manager presso Tourtools, in un’intervista per il blog di Veronica Gentili)

E come può essere usato per le strategie di web marketing?

Google plus è social, local e mobile. È una piattaforma che integra tutte le applicazioni di google, da google search, passando per reader, gmail, maps, calendar, youtube. Consente di indicizzare al meglio i propri contenuti, ed influenza in maniera significativa la SERP, grazie a Search Plus Your World, un potenziamento che estende la social search a profili e pagine personali, e personalizza i risultati delle nostre ricerche sulla base degli apprezzamenti nostri e dei nostri conoscenti. Con la creazione delle cerchie  invece possiamo identificare i diversi target a cui ci rivolgiamo, inviando loro messaggi mirati e personalizzati.google+

Quindi Google+ può essere un ottimo strumento per migliorare la visibilità e la notorietà dei nostri contenuti, aumenta la visibilità su Google search e il traffico verso il sito, aiuta a fidelizzare la clientela e può stimolare il coinvolgimento e la collaborazione tra le persone, anche in azienda.

Per capire meglio come Google Plus può essere utilizzato nelle strategie di web marketing vi segnale questa case history di Michaela Matticchecchia raccontata dal blog di Paolo Ratto http://paoloratto.blogspot.it/2013/01/google-plus-case-history-italia.html

Chi invece tende a guardare a Google Plus con un certo scetticismo, lo fa per il suo numero di utenti non significativo,  ma in costante crescita, e che non permette quindi di generare coinvolgimento e interazione. Molti hanno ancora difficoltà ad usare questo strumento con la stessa regolarità e competenza che hanno per gli altri social network, perché lo sentono vuoto, freddo e non trasmette la stessa sensazione di appartenenza ad una community tipica di tutti i social.

Spulciando un po’ il web sono arrivata ad un ipotesi riguardo ai motivi per cui google plus in Italia è ancora poco diffuso: secondo me il più grande ostacolo per la diffusione di Google+ è che noi italiani finiamo sempre col paragonarlo a Facebook, il re dei social network, il più diffuso ed apprezzato in Italia.

Così quando ci troviamo davanti a Google+ ci poniamo con un’aspettativa errata, che ovviamente viene delusa, perché Google+ non è Facebook .

A tal proposito è interessate un’affermazione di Michaela Maticchecchia in un’intervista sul Blog di Veronica Gentili: “Le persone si accorgono che su Google Plus non ci sono le persone che conoscono, ma le persone che vorrebbero conoscere.” Una singola frase che già ci fa capire perché Google+ non è paragonabile a Facebook.

Ma perché i marketer sono arrivati a cogliere le sue potenzialità  e ad apprezzarlo mentre noi comuni mortali no?

Forse perché marketer, social media strategist e loro affini, quando si trovano di fronte ad un nuovo strumento cercano di analizzarlo in maniera oggettiva, secondo un ottica strategica. E noi? Noi invece, come in molte occasione, quando ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo, attingiamo alla nostra enciclopedia delle conoscenze, le nostre esperienze pregresse, ciò che già conosciamo bene e magari anche ai nostri stereotipi(come li intendeva Lippmann). Non abbiamo tempo per una conoscenza approfondita e completa delle cose del mondo, e finiamo quindi per usare delle scorciatoie che ci facilitino il percorso.

Quindi interpretiamo ed usiamo Google Plus attingendo alla nostra conoscenza di Facebook, mettendo così in atto strategie di un altro strumento che non sono adatte a quello nuovo.

Se vi ho fatto nascere un po’ di curiosità per questo sconosciuto e volete cominciare a fare un pò di pratica ma non sapete da dove partire vi consiglio questo post di  Michaela Matticchecchia: https://plus.google.com/u/0/118109321735927344805/posts/EWTxCwb6uQq     ( e siete già su Google plus!)

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4 pensieri su “Google plus : perché non riusciamo ad usarlo?

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    while I was searching on Yahoo for something else,
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  2. L’unico motivo per cui l’utenza google+ è in costante crescita a mio modesto avviso è per il fatto che l’accout youtube è obbligatoriamente associato a un’account google+:
    in questo modo anch’io che non l’ho aperto piu di 2 volte e non ho pubblicato nessun contenuto perchè lo trovo pessimo faccio parte dell’utenza google+!

  3. Grazie per l’ottima analisi e per la citazione.
    Non posso che concordare con la tua analisi.

    Aggiungo solo un piccolo input per chi volesse mettersi alla ricerca di una valida strategia di marketing su Google+: partite dall’identità digitale. Createla o rafforzatela con Google+. Costruite un percorso che vi porti dall’identità alla credibilità e dalla credibilità alla notorietà. Un percorso che ho preparato e che simulerò durante il corso #startconplus di Perugia.

    Se organizzate Open day per le lezioni di fine corso, come fatto dal Master delle Scienze di Padova con #mcsopen, avrei piacere di intervenire per incontrarvi e parlarne insieme a voi.

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